Dalla CharlieCharlieChallenge allo Slender Man, le leggende metropolitane del Web

Si chiamano creepypasta e sono le leggende metropolitane che trovano la loro diffusione soprattutto su Internet: la CharlieCharlieChallenge è una di esse

Invocare il demone Charlie nella CharlieCharlieChallenge è solo l'ultima delle leggende metropolitane che sono nate o hanno proliferato su Internet. In queste settimane, tantissimi adolescenti in tutto il mondo si stanno cimentando in una sfida che affonda le radici nella tradizione messicana e che appare come un'evocazione dei morti con una tavola oujia. Forse i video della CharlieCharlieChallenge che sono stati realizzati non danno l'idea di quanto il fenomeno possa far danni sulle menti suggestionabili: in alcuni filmati, si vede chiaramente come l'evocazione del demone sia creata ad arte e quindi finta, ma può darsi che non tutti finiscano per prenderla come una leggenda metropolitana.

Non si tratta di un fenomeno nuovo. Tanto che si parla di creepypasta, ossia di leggende spaventose che si diffondono attraverso il Web attraverso il copia e incolla. La più famosa è sicuramente quella dello Slender Man, un uomo con braccia e gambe lunghissime, con un volto bianchissimo, che rapirebbe i bambini. Su YouTube sono presenti una serie di mockumentary, quasi una webserie, sull'argomento a testimoniare che quando si va a toccare un tema come l'infanzia, l'attenzione sale sempre moltissimo.

Meno conosciuta, insieme a Jeff the Killer, Ben Drowned, Ted the Caver e la Lavender Town Syndrome, è la leggenda del video Suicide Mouse. La storiella coinvolgerebbe il topo più famoso di tutti i tempi, ossia Topolino, e racconta che nel 1997 sia apparso per magia in Rete un video che spingerebbe la gente al suicidio. Il video contiene dei fotogrammi in cui Topolino cammina attraverso una città - i fotogrammi sono ripetuti per varie volte, ma ce ne sono diverse versioni a testimoniare che si tratta di qualcosa di amatoriale - e una parte in cui il video è nero e si odono urla agghiaccianti. Naturalmente, la Disney è completamente estranea alla produzione e alla diffusione del video. È solo un'invenzione di qualcuno, ma i più suggestionabili potrebbero prenderla nel verso sbagliato.

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