Zurlo (Crotone): «Pronti al ricorso alla Corte costituzionale»

«Abolire la mia Provincia significa risparmiare qualche centinaio di migliaia di euro. Ne vale proprio la pena?». Stanislao Zurlo, diciassette anni all’opposizione sotto l’ombrello di An, si è insediato alla guida della Provincia di Crotone da nemmeno un anno e grazie a una inaspettata vittoria al ballottaggio. E al «suo» centrodestra che lo vuole cancellare è pronto a rispondere con un ricorso alla Corte costituzionale: «Aspettiamo di vedere il provvedimento e poi certamente lo sottoporrò ai miei legali per capire se ci sono gli estremi. Anche se spero che la maggioranza riveda i parametri. L’utilità di un ente non può dipendere dai suoi abitanti».
Crotone fa parte della black list stilata dal governo per raggranellare i 24 miliardi di euro necessari a correggere il tiro sui conti pubblici, ma Zurlo non ha voglia di far rima con sprechi: «L’avessero abolite tutte, le Province, me ne sarei fatto una ragione, ci si poteva ragionare. Ma qui, dal machete siamo passati allo spadino, a colpire enti che si muovono in un territorio difficile come la Calabria...». Insomma, muoia Sansone e tutti gli spreconi o niente. Ma quanto «vale» la sua Provincia? «Di costi politici siamo sui 580mila euro, diciamo 600mila, dunque quattro-cinque milioni di euro per tutti gli enti che il governo vuole abolire. Il 95% del bilancio della Provincia finisce in scuole, formazione, infrastrutture e viabilità, e non sono interventi che si fanno gratis. Qui al Sud, a Crotone come a Vibo Valentia e a Matera, la Provincia rappresenta un presidio dello Stato, della legalità. Vogliamo risparmiare? Ci sono centinaia di enti inutili, qui invece dire addio alla Provincia significa dire addio alla Prefettura, al Comando provinciale dei carabinieri. E alla Stazione unica appaltante, la prima in Italia, che fa le gare per conto dei piccoli Comuni in un territorio dove la presenza della criminalità organizzata è asfissiante. I nostri comuni da soli non sono in grado di fare rete sui servizi idrici, sullo smaltimento dei rifiuti. Si creerà un buco che non so quanto costerà colmare...».
Ma la «politica» quanto costa? «Beh, è difficile calcolarlo, e non so se anche il governo li ha fatti bene i suoi conti». Proviamo a farli al presidente, che risponde senza indugi: «Io prendo seimila euro lordi, e assieme agli altri consiglieri e assessori ci siamo già decurtati lo stipendio del 10%. I soldi finiscono in un fondo sociale di solidarietà per le emergenze di disabili e meno abbienti. Diciamo che guadagno 3.800 euro netti circa, un mio assessore neanche 3mila, ma a fronte di un consigliere regionale che ne guadagna 12mila, o un deputato. Loro non hanno certo le responsabilità che ho io, che sono sempre in prima linea». E le auto blu? «Ne abbiamo due: una la uso io, ma in ufficio ci vado con la mia. Un’altra è a disposizione della giunta». E gli autisti? «Beh, quelli sono una decina...».
felice.manti@ilgiornale.it

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