Oggi parenti, amici, calciatori e una marea di persone comuni danno l'addio a Paolo Rossi: ecco le immagini dell'arrivo del feretro in cattedrale a Vicenza. / courtesy Rete Veneta
Oggi parenti, amici, calciatori e una marea di persone comuni danno l'addio a Paolo Rossi: ecco le immagini dell'arrivo del feretro in cattedrale a Vicenza. / courtesy Rete Veneta
Oggi parenti, amici, calciatori e una marea di persone comuni danno l'addio a Paolo Rossi: ecco le immagini dell'arrivo del feretro in cattedrale a Vicenza. / courtesy Rete Veneta
Gli ex compagni di squadra hanno trasportato il feretro di Paolo Rossi presso il Duomo di Vicenza. Il presidente della Figc Gravina ha posto una maglia azzurra con il numero 20 sula bara
Oggi parenti, amici, calciatori e una marea di persone comuni danno l'addio a Paolo Rossi: ecco le immagini dell'arrivo del feretro in cattedrale a Vicenza. / courtesy Rete Veneta
Dall'amicizia nel 1978 in Argentina all'incontro nella Juve: "Era già estraneo al mondo del calcio"
La prima e ultima volta che ho intervistato Paolo Rossi è stata nel 1976. Entrambi avevamo vent'anni, io sognavo di fare il giornalista, lui il calciatore.
L'ex tecnico in un tweet: "I giocatori non dovrebbero andarsene prima di un allenatore"
rano i Mondiali del millenovecentottantasei e Paolo Rossi era un ragazzo come noi.
Non faceva il fenomeno, non aveva dribbling ubriacanti, con le scommesse era sprofondato ma poi si è rialzato. Regalandoci la favola del Mundial '82
Nessun avversario sarà ricordato in Brasile come quel ragazzo di Prato che rifilò tre gol alla Seleção. Eppure quando Paolo Rossi non giocava più, i tifosi non avevano ancora digerito l'affronto.