Alla vigilia dell'ultimo giorno di campagna elettorale, anche Giuseppe Conte decide di scendere in campo.
Berlusconi invita a votare ma ribadisce le proprie perplessità sul referendum di domenica: "Questa è una restrizione degli spazi di rappresentanza".
Sardine e grillini non riescono a trovare pace e ora si scornano sul referendum: "Santori è più vecchio di quanto si possa immaginare, sta con la casta".
Il M5S spinge per il "Sì" al referendum e adesso promette: "Se tutti siamo d'accordo, un minuto dopo possiamo tagliare anche gli stipendi ai parlamentari".
Matteo Salvini ribadisce il proprio "Sì" al referendum, ma vuole chiarire: "Non mi arrabbio se qualcuno la pensa in maniera diversa".
"Chi non ne può più della demagogia di Di Maio vota no". Ma la frase del forzista Cangini viene tagliata dal servizio del Tg1: "Il grillino è intoccabile".
Sono sei i politici grillini che hanno annunciato pubblicamente che voteranno no al referendum sul taglio dei parlamentari, ma in realtà “siamo almeno il 20% tra le due Camere”, ci confidano
Il prossimo 20 e 21 settembre si voterà anche per il referendum confermativo sulla riforma del taglio dei parlamentari
Nicola Zingaretti è sempre più solo. Il popolo della sinistra non ha digerito il ‘sì’ al referendum. Da Prodi a Saviano, passando per le sardine, è un susseguirsi di "no"
Saviano va pure contro Conte: "Mediocre e insipido". E critica Zingaretti per il "Sì" al referendum: "È più importante la sopravvivenza del governo?".