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"Solo che in quel caso Cosa Nostra ha fatto un enorme errore di valutazione. Perché quella strage, che era concepita per intimidire lo Stato e piegare la coscienza degli italiani, produsse l'effetto diametralmente opposto. Portò la gente a reagire. Migliaia di cittadini che decisero di non voltarsi più dall'altra parte, e nacque così una nuova consapevolezza civile. La consapevolezza per cui combattere la mafia diventava una responsabilità condivisa." Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino Courtesy: Palazzo Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: Con strage di Capaci Cosa Nostra fece enorme errore, da quel dolore nacque reazione civile

"Giovanni Falcone era stato uno dei primi magistrati a portare la mafia in tribunale, che significa soprattutto darle un nome, che significa processarla, che significa dire che si poteva combattere quel male. Lo ha fatto senza paura, senza paura di fare i nomi e cognomi, senza paura di inchiodare i mafiosi alle loro responsabilità, senza paura di denunciare anche la cappa di omertà che aveva fino a quel momento protetto crimini e affari, sbattere in faccia all'opinione pubblica verità che altrimenti sarebbero state taciute. Ed è evidente che quindi, per Cosa Nostra, il giudice Falcone meritava una punizione esemplare, la più feroce, la più violenta, perché quella punizione doveva essere un monito e doveva essere un messaggio: nessuno poteva sfidare la mafia." Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino Courtesy: Palazzo Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: Falcone portò mafia in tribunale senza paura, per Cosa Nostra serviva punizione esemplare

"34 anni fa l'Italia di colpo fu costretta a fare i i conti con qualcosa che era spaventoso, ma che era anche un male che fino ad allora moltissimi avevano preferito fingere di non vedere, minimizzare, sottovalutare. Di cui può sembrare assurdo per noi che ne parliamo oggi, ma è così, non si poteva neanche pronunciare il nome, in questa meravigliosa terra e non solamente in questa meravigliosa terra. E la strage di Capaci cambia tutto. Da quel momento in poi nessuno ha più potuto accampare scuse, illudersi che il tema non esistesse, che il problema non lo riguardasse, fingere di non sapere o addirittura accettare di essere complice. Da questo da quel momento era chiaro a tutti che Cosa Nostra non era un'invenzione, non era qualcosa da astratto, non era qualcosa di leggendario: era reale ed era disposta a tutto per portare avanti il disegno criminale e sovversivo che aveva immaginato, e cioè affermare che era più forte dello Stato, che poteva piegare le istituzioni ai propri biechi interessi, che il suo potere non conosceva limite e che quindi nessuno avrebbe potuto mettersi di traverso." Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino Courtesy: Palazzo Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: Strage di Capaci ha cambiato tutto, da allora nessuno ha potuto minimizzare mafia

"Ora, io, come potete immaginare, sono una persona abbastanza abituata a parlare in pubblico. Però, oggettivamente, anche per una veterana come me, oggi non è facile prendere la parola qui, dopo che con la professoressa Falcone abbiamo assistito allo svelamento di quello che resta della Fiat Croma bianca su cui il 23 maggio del 1992 viaggiavano Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Giuseppe Costanza." Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino Courtesy: Palazzo Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni allo svelamento resti Croma di Falcone: Abituata a parlare in pubblico, ma oggi è difficile

"La strage di Capaci, concepita per intimidire lo Stato produsse l'effetto opposto: portò la gente a reagire". Lo ha detto la Presidente del Consiglio Meloni a Palermo. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: Strage Capaci portò la gente a reagire

"Lo Stato non ha qui abbassato la guardia, continua a colpire la criminalità organizzata nei suoi interessi economici, nelle sue strutture, nella sua capacità di intimidazione. Dobbiamo insistere evolvendo, anche perché chiaramente le mafie cambiano, investono nell'economia legale, sfruttano le nuove tecnologie, cercano nuovi spazi di infiltrazione, nuovi strumenti per condizionare il tessuto produttivo. E per questo è è fondamentale anche continuare a rafforzare gli strumenti investigativi, a sostenere il lavoro di tutte le istituzioni che sono impegnate su questo fronte." Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presso la Prefettura di Palermo. Courtesy: Palazzo Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: Lo Stato non ha abbassato la guardia contro criminalità organizzata

"Io penso che possiamo riuscire a fare di più e che possiamo riuscire a fare ancora meglio. Allora penso che l'obiettivo di questo comitato dovrebbe essere quello di fissarsi come obiettivo trovare nel più breve tempo possibile le soluzioni operative per avviare una operazione straordinaria di controllo e di presidio fisso del territorio, a partire dai quartieri che sono più a rischio. Penso soprattutto allo Zen, presidio che si può garantire ovviamente con le forze di Polizia ma non solamente, forse anche con il coinvolgimento dei militari dell'Esercito in operazioni congiunte. Se necessario possiamo anche intervenire sulle norme che oggi disciplinano Strade Sicure, e penso che questo sia il passo successivo che possiamo fare per rafforzare ancora di più un lavoro importante che è stato fatto e che è necessario per stroncare l'escalation di violenza che una parte di questo territorio sta vivendo". Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo a una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, alla Prefettura di Palermo. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: Se necessario a Palermo metteremo in campo anche l'esercito contro escalation violenza

"Chi pensa di riportare Palermo indietro, di terrorizzare chi lavora onestamente, troverà davanti a sé uno Stato determinato, che agisce e colpisce", ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Prefettura a Palermo, alla riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, ribadendo il ringraziamento a magistratura e Forze dell'ordine per l'operazione contro la banda dei kalashnikov. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni: Chi vuole terrorizzare Palermo si troverà davanti uno Stato che colpisce

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deposto un mazzo di fiori davanti alla stele di Capaci che ricorda le vittime della strage nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni depone un mazzo di fiori alla stele di Capaci

"Nella mia lista c'è anche il pranzo con i partner del Golfo riguardo alla sicurezza della regione del Golfo. È stato un tema prioritario nella mente di tutti; il memorandum d'intesa c'è, ma non sta reggendo davvero, e stiamo discutendo su cos'altro possiamo fare, che tipo di messaggi possiamo inviare, ovvero che lo Stretto di Hormuz deve essere aperto, la libertà di navigazione deve essere rispettata e non possono esserci pedaggi o tasse per la navigazione in quella zona". Così la Vicepresidente della Commissione Europea Kaja Kallas a margine del Consiglio per gli Affari Europei a Bruxelles. Courtesy: Ebs (Alexander Jakhnagiev)

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Kallas: Lo Stretto di Hormuz deve restare aperto e senza pedaggi

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