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In occasione del suo compleanno, festeggiato ieri sera nella Piazzetta di Portofino, Pier Silvio Berlusconi ha voluto accompagnare la celebrazione con un gesto concreto di solidarietà: cento pacchi alimentari saranno destinati nei prossimi giorni a famiglie indigenti dei comuni di Rapallo e Santa Margherita Ligure.Nel corso della serata, l’amministratore delegato e presidente di MFE ha condiviso alcune riflessioni personali sul momento che sta vivendo: «Oggi per me è un compleanno bellissimo e mi rendo conto ancora di più di quanto io sia fortunato. Sono fortunato perché ho una famiglia meravigliosa».Un pensiero che si è poi allargato al legame con il territorio ligure e, in particolare, con Portofino: «Oggi è un compleanno speciale: sono qua, nella nostra amata Portofino, che è uno dei posti più belli di tutto il mondo. Ma soprattutto le persone di Portofino, con cui noi abbiamo legato, tutti i cittadini. Persone speciali, persone di grande valore. Portofino è bella, ma porta con sé anche il valore della tradizione, il valore del lavoro, tutti i valori umani che pochi conoscono. Vi assicuro che questo posto è incredibile».Infine, un ringraziamento sentito rivolto alla comunità locale e ai territori vicini: «Vi voglio dire grazie. Grazie per come avete accolto me e tutta la mia famiglia. Non è un grazie di cortesia, di garbo, di educazione: è un grazie nel vero senso della parola: la gratitudine. Io sono grato per come ci fate sentire il vostro affetto. Anche questo è un valore unico. E quindi grazie, con tutto il mio cuore, a Portofino, a Rapallo, a Santa Margherita, a tutta la Liguria».

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Il regalo di Pier Silvio Berlusconi alle persone indigenti

Intervenendo in Aula durante la dichiarazione di voto sul disegno di legge che istituisce il Giorno del ricordo dei piccoli martiri della strage di Gorla, il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia ha richiamato il tema della memoria storica, parlando di una “memoria selettiva” che avrebbe segnato per anni la vicenda.Secondo Menia, la conoscenza dell’episodio sarebbe rimasta a lungo confinata in ambiti limitati: “Io venni a conoscenza di quanto avvenne in quella scuola soltanto dalla stampa alternativa della destra, perché fu una strage dimenticata per decenni, per non intaccare la gloria dei liberatori”, ha dichiarato.Nel suo intervento, il senatore ha poi ricostruito uno degli elementi più controversi del bombardamento, sottolineando come sull’edificio colpito fosse presente un segno distintivo: “Su quell’edificio bombardato c’era una grande croce che indicava che fosse una scuola, dunque non doveva essere colpita”. Un episodio che, secondo quanto ricordato, venne giustificato dagli americani come un errore, definito un “effetto collaterale della guerra”.A oltre ottant’anni dai fatti, Menia ha evidenziato l’importanza dell’istituzione di una giornata commemorativa: “È bello ricordare finalmente i bambini uccisi a Gorla”. Un passaggio che, nelle intenzioni del parlamentare, dovrebbe rappresentare anche un momento di riflessione più ampio.Il Giorno del ricordo, ha aggiunto, “deve ispirarci il coraggio della verità” e spingere a interrogarsi su tragedie analoghe, anche nel presente: “Quante Gorla esistono ancora oggi?”. In chiusura, il riferimento a Papa Giovanni Paolo II, citato per le condizioni necessarie alla pace: “verità, giustizia, amore e libertà”.

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Strage di Gorla, Menia (FdI): “Memoria selettiva, il Giorno del ricordo sia un atto di verità”

(LaPresse) - “Siamo qui perché la nostra repubblica è antifascista e fondata sulla Resistenza, il fascismo come tutte le ideologie suprematiste e razziste non devono avere diritto di cittadinanza. Non bisogna lasciare nessuno spazio ai neofascisti e a chi cerca di legittimare queste ideologie, non dovrebbero avere diritto di esistere in un paese che si definisce civile. Mi fa rabbia il tentativo di riscrivere la storia e legittimare ideologie che hanno promosso rastrellamenti, deportazioni e genocidi. C’è una sorta di normalizzazione anche colpa di questo governo post fascista”. Lo ha detto a margine del presidio antifascista a Dongo, l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis, dopo che in mattinata una cinquantina di nostalgici hanno commemorato i gerarchi fascisti fucilati nel paese lariano dal Cnl il 28 aprile 1945.

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Ilaria Salis a Dongo contro commemorazione fascisti: "Non bisogna dare spazio a chi legittima queste ideologie"

(LaPresse) - Una cinquantina di militanti neofascisti a Dongo, in provincia di Como, ha commemorato domenica mattina con la chiamata del presentatore seguita dai saluti romani, i quindici gerarchi fascisti che in fuga con Mussolini verso la Svizzera, furono catturati e fucilati ottantuno anni fa a Dongo dai partigiani guidati da Walter Audisio, il 28 aprile 1945. Sul parapetto affacciato sul lago di Como i partecipanti hanno prima deposto i fiori, quindi, disposti in più file, hanno effettuato il rito del presente accompagnandolo con il saluto a braccio teso. Nella vicina piazza Giulio Paracchini, separati da un imponente schieramento delle forze dell’ordine, diverse centinaia di antifascisti hanno preso parte alla contromanifestazione promossa dall’Anpi, intonando “Bella Ciao” durante la cerimonia. Al termine della commemorazione sono stati lanciati dai contestatori in presidio alcuni gavettoni contenenti sterco. “Il saluto fasciata è anticostituzionale”, hanno detto due antifascisti a Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti, il quale a sua volta ha replicato: “Prendo la denuncia e me ne vanto. Sono medaglie”.

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Saluti romani a Dongo, antifascisti lanciano palloncini con sterco

(La Presse)- Il presidente Donald Trump è stato evacuato alla cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca dopo che un uomo ha aperto il fuoco, ferendo un agente. Nelle immagini il momento in cui gli uomini dell'intelligence avvertono Trump della minaccia. La sala banchetti — dove centinaia di giornalisti di spicco, celebrità e leader nazionali stavano aspettando il discorso di Trump — è stata immediatamente evacuata. Tra i presenti c’erano Trump, il vicepresidente JD Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il segretario di Stato Marco Rubio.

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Spari durante la cena di gala con i giornalisti: Trump avvertito della minaccia

Paola Concia: "Il 25 aprile muore qui, oggi, con fascisti che accerchiano la brigata ebraica urlando 'siete saponette mancate' e che impediscono alle bandiere ucraine di partecipare alla manifestazione".

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Concia: "Oggi è morto il 25 aprile grazie ai fascisti che impediscono di manifestare"

"Siamo qui a Milano al Corteo del 25 Aprile; il Partito Liberaldemocratico è presente ma alcuni manifestanti pro Pal hanno bloccato il corteo al passaggio della Brigata Ebraica, accanto alla quale il Pld ha deciso di sfilare oggi. Ancora una volta il diritto alla manifestazione viene messo in crisi da questi estremisti". Così Riccardo Ferri, vice-segretario Provinciale Partito Liberaldemocratico - Milano, il partito guidato a livello nazionale dal deputato Luigi Marattin, che è, insieme ad un gruppo di militanti libdem, dentro lo spezzone di corteo al momento fermo a causa del blocco da parte dei manifestanti pro Pal.

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Militanti Pld bloccati dai pro Pal "Il diritto manifestare messo in crisi da estremisti"

Dalle prime ore della notte i vigili del fuoco sono impegnati in via Siniscalchi, a Napoli, per il crollo parziale di un edificio di 4 piani disabitato: squadre al lavoro, anche con escavatori, per escludere la presenza di persone coinvolte. Lo stabile si trova nella zona tra Castel Capuano, sede del vecchio Tribunale di Napoli e i vicoli della zona della Duchesca. Sono state evacuate per precauzione alcune strutture vicine. L'intervento è ancora in corso. La strada di accesso alla palazzina era stata interdetta in precedenza al traffico. La palazzina è stata utilizzata spesso da senza casa come dormitorio. Intervento ancora in corso con cautela per escludere che all'interno della palazzina vi fossero senza casa che in passato hanno utilizzato lo stabile come dormitorio.

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Crolla palazzo disabitato, si cerca tra macerie
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