Viviamo in un tempo in cui l'illegalità viene romanticizzata, dove l'ordine è visto come oppressione e lo Stato come nemico
Torniamo a leggere per non morire dentro, per non appiattirci, per non diventare spettatori della nostra decadenza
La chiamano pace, quella firmata a Sharm il 13 ottobre. Io la chiamo amnesia collettiva.
Cara Eugenia, hai perfettamente ragione. La vicenda degli insulti di Landini contro Giorgia Meloni è emblematica dell'ipocrisia della sinistra e del femminismo militante.
Cara Lucia, sono sconvolto quanto te. Non solo hai perfettamente ragione, ma hai anche detto le uniche parole di buonsenso in mezzo a un mare di vergognoso giustificazionismo.
Esiste una violenza crescente, veicolata da chi ha smarrito ogni rispetto della legge. E quella violenza va chiamata per nome: terrorismo urbano, sovversione, assalto allo Stato
Quello accaduto a Castel D'Azzano non è un incidente, non è una fatalità, non è una tragica casualità. È un attentato. Un agguato. Una strage premeditata e voluta contro carabinieri che stavano soltanto eseguendo il loro dovere
I quaranta italiani imbarcati in quell'avventura non hanno mai chiesto la liberazione degli ostaggi
Se "gita scolastica" è una parola che qualcuno considera sacrilega, ebbene, si può discutere del termine: non significa che si stia sminuendo Auschwitz