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"A 80 anni non ho smesso di comporre. Ecco i miei brani con Mogol e Panella"

Esce il disco "Ho vent'anni con te". Il tour di Riccardo Cocciante fino a settembre

"A 80 anni non ho smesso di comporre. Ecco i miei brani con Mogol e Panella"
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Ha compiuto ottant'anni il 20 febbraio scorso ma l'età, più che un ostacolo, è un'utilissima lente di ingrandimento: "Mi serve a guardare soprattutto ciò che conviene fare di importante". Tra queste cose, Riccardo Cocciante ha la scrittura musicale: "Non posso vietarmi di continuare a comporre dice . Da sempre scrivo ogni giorno, nonostante Notre Dame de Paris mi abbia preso tanto tempo e energie". L'opera popolare è per il cantautore di origini vietnamite un vero figlio prediletto. Appena tornato sulle scene per un tour trionfale italiano che tirerà dritto fino a gennaio 2027 (oggi e fino al 29 marzo è al Teatro degli Arcimboldi di Milano), Notre Dame de Paris è solo uno dei quattro assi calati sul tavolo da Cocciante. Gli altri tre? Un album di inediti dopo 20 anni, un documentario e un tour al via il 20 giugno da Pordenone con chiusura allo Sferisterio di Macerata il 12 settembre. Insomma, se l'età si misurasse come i gradi del bollettino meteo, quelli di Riccardo Cocciante sarebbero "80 anni percepiti 50".

In Ho vent'anni con te, il suo nuovo album in uscita il 13 marzo, si parla di tempo, natura e naturalmente di amore.

"Le cose per cui viviamo. L'artista, non solo nella musica, ha questo compito: proporre la propria idea di bellezza. Deve far vedere al pubblico una bellezza che non aveva immaginato prima. Quando partecipai a Sanremo, ci andai con Se stiamo insieme, una canzone che non aveva forma sanremese".

E vinse.

"Vincere conta di meno di ciò che vuoi dire. Sanremo lo devi usare, non fartene usare. Così fece Vasco: fu una netta rottura, era unico. Da lì prese il volo con la sua originalità. Ai giovani artisti dico: usate la discografia, non fatevi usare da essa".

Nei 12 brani del disco spiccano celebri autori come Pasquale Panella, Luc Plamondon, Beppe Dati e il ritorno con Mogol.

"Metto in chiaro una cosa: tutti questi brani erano nel cassetto da anni. Questo disco è il racconto di un rapporto mantenuto con gli autori.

L'album si apre con Ho vent'anni con te e si chiude con Il pensiero che resta.

"I rifermenti al legame con mia moglie Catherine sono evidenti: con lei mi completo, mi protegge, mi ha fatto fare scelte coraggiose, evitando i conformismi. Ed è una giudice tremenda delle mie canzoni".

Quale Cocciante emerge dal docufilm Il mio nome è Riccardo Cocciante disponibile su RaiPlay?

"Non c'è voce

narrante, ci sono io che racconto in prima persona. Dico la verità: io non avrei mai voluto un documentario su di me. Per conoscere un artista ci sono le sue canzoni. Ma alla fine ha avuto ragione il regista Stefano Salvati".

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