Le sue condizioni restano molto critiche e la prognosi rimane riservata dopo che ha dovuto ricevere urgenti trasfusioni di sangue, tuttavia sembra non sia più in pericolo di vita e che i medici dell'ospedale San Gerardo di Monza - che ne monitorano lo stato di salute nel reparto di terapia intensiva - siano davvero riusciti a stabilizzarla. Parliamo della donna di 31 anni che martedì sera, davanti al suo bambino di 2 anni a Muggiò (Monza e Brianza) era stata gravemente accoltellata e ridotta in fin di vita al culmine di una lite dal compagno 43enne, Sergio Laganà, poi arrestato con l'accusa di tentato femminicidio. Era stato lui, l'aggressore, scappato subito dopo aver ferito la donna dal loro appartamento al quinto piano di uno stabile di via Europa, a presentarsi spontaneamente davanti alla caserma dei carabinieri con le scarpe e il maglione ancora sporchi di sangue. "Ho accoltellato la mia compagna" aveva dichiarato subito ai militari. Tutto questo mentre la compagna, che era riuscita a chiedere aiuto al telefono, lottava contro la morte sull'ambulanza diretta in ospedale e il figlioletto veniva affidato ai nonni paterni. Ieri sono stati sentiti i familiari e gli amici della coppia che per primi hanno telefonato al 112 dopo la richiesta di aiuto arrivata dalla 31enne, mentre stamattina Laganà verrà interrogato in carcere dalla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza Angela Colella per l'udienza di convalida del fermo. Al 43enne è stato assegnato un difensore nominato d'ufficio, l'avvocata Chiara Felice, che ieri mattina si è recata nella casa circondariale di Monza per avere un colloquio con il suo assistito. "È sotto shock, così come i suoi familiari e quelli della compagna che ha ferito" il commento della legale, che pare confermare quanto ricostruito nell'immediatezza del fatto e dalle prime dichiarazioni dell'uomo secondo cui a muovere la mano che ha impugnato il coltello sarebbe stato un raptus improvviso e incontrollato.
La coppia, secondo quanto emerso, si trova da qualche mese in una complicata fase di separazione. Anche se non risultano al momento pregresse denunce o interventi delle forze dell'ordine per liti domestiche, i carabinieri della compagnia di Desio, coordinati dal pm Nicola Balice, sono ora al lavoro per ricostruire la dinamica dell'accoltellamento e soprattutto il contesto che ha preceduto un'azione tanto feroce, con il 43enne che si è scagliato contro la moglie affondandole più volte il coltello nel torace e ledendo così organi vitali, in particolare un polmone.
A Muggiò il fatto ha destato molta impressione tra la gente anche perché la vittima è davvero molto conosciuta: insieme al padre (ex titolare proprio dell'edicola di via Europa,
dove abita la figlia con la famiglia), la 31enne lavora infatti in un bar di Desio molto frequentato.Anche Laganà, originario di Reggio Calabria e impiegato in una officina della Brianza, è conosciuto in tutto il quartiere.