Accusato anche di finalità eversiva Game ora rischia dieci anni in più

Piove sul bagnato per Mohamed Game, il libico accusato dell’attentato del 12 ottobre 2009 alla caserma Santa Barbara. Rimasto senza una mano, senza vista, con l’udito compromesso, e già accusato di strage, ora si ritrova con un’ulteriore aggravante: «Attentato per finalità terroristiche o di eversione». Nel frattempo l’analisi del suo computer ha evidenziato la presenza di 300 filmati e oltre cento documenti inneggianti alla «guerra santa».
Libico di 35 anni, da tempo nel nostro Paese, Game aveva sposato una italiana, già madre di due ragazzi, dalla quale aveva avuto due figli, di 4 e 5 anni. Con lei aveva occupato un alloggio popolare in via Cividali 30. Al culmine di una sorta di delirio mistico, sviluppato frequentando la moschea di viale Jenner, aveva deciso di immolarsi per la causa dell’Islam e per questo aveva arruolato Abdel Hady Abdelaziz Mahoud Kol, 52 anni, egiziano, e Mohamed Imbaeya Israfel, 33 anni anch’egli libico, poi finiti anche loro in cella.
E una traccia precisa del percorso compiuto dal «terrorista fai da te», è stata trovata nel suo computer, dove Game aveva archiviato 420 file. Tra questi video prodotti dall’Istituto della Shura per l’informazione, filmati tratti dal blog «’albra-jihad’» e dall’emittente «Assahab», tutti di marca quadista. Ancora: video con i discorsi di Muammar el Gheddafi e di attentati a truppe americane in Iraq. Poi immagini della guerra in Libia del 1911, con foto di impiccati arabi e di Mussolini, e documenti da «Abdullah Dhu Al Bajadin», un’enciclopedia per la fabbricazione di esplosivi.
Indottrinati e «armati» con il fertilizzante comprato al Consorzio Agrario e trasformato in bomba, si erano messi in cerca dell’obiettivo. Come «racconta» ancora la memoria del pc di Game che conserva una precisa schedatura di una quindicina di politici, tra cui Silvio Berlusconi e Roberto Calderoli. Un’attività di monitoraggio svolta usando Google Earth, Google Maps, Google Video, che offrono foto satellitari, mappe e video di luoghi. Fino ad arrivare a individuare la caserma Santa Barbara di piazzale Perruchetti, dove fu fermato la mattina del 12 ottobre dai caporali del posto di guardia, mentre cercava di entrare con una bomba di cinque chili. Lui grido le solite frasi farneticanti poi azionò il detonatore. Per fortuna esplose solo quello e l’unica vittima fu proprio l’attentatore che perse la mano destra, entrambi gli occhi e in parte anche l’udito.
Dopo aver messo a fuoco l’intera vicenda, il pm ieri ha appesantito il capo d’imputazione: rimane strage e detenzione, porto e fabbricazione di ordigni esplosivi, ma l’aggravante da atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi passa a attentato per finalità terroristiche o di eversione. Che da solo vale dai 5 ai dieci anni.

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