Addio vecchie lancette, in città l’ora del futuro sarà un portale hi-tech

«La morte sta nascosta negli orologi». Lo scrisse in un famoso sonetto Giuseppe Gioacchino Belli nel 1834. Altri tempi. Se il poeta romano fosse vivo oggi, probabilmente non penserebbe la stessa cosa. Anzi, guardando i molti quadranti pubblici della sua città, si sbellicherebbe dalle risate perché non ce n’è uno che segni la stessa ora. I più maliziosi spiegano il fenomeno col fatto che la loro gestione è in mano a sei aziende diverse, interessate più che a dare un servizio attendibile ai cittadini, a ricavare profitti dai supporti pubblicitari che stanno al di sotto dei quadranti...
Milano possiede più o meno lo stesso numero di orologi pubblici di Roma: 1.354 impianti per quasi tremila quadranti che però, dal 1929, sono gestiti da un’unica azienda e ricevono l’ora esatta via radio, dall’orologio atomico più preciso d’Europa che è quello di Mainflingen, vicino a Francoforte. Qualcuno ha detto che i paragoni sono sempre odiosi. Però il confronto Roma - Milano piace molto, e non potrebbe che essere così, ai responsabili di Ora Elettrica Spa, che per i quadranti pubblici milanesi (loro li chiamano Tic Tac ma viste le tecnologie che animano oggi le lancette, forse dovrebbero essere ribattezzati Bzzz Bzzz) hanno in serbo un’evoluzione tecnologica a 360 gradi. Anzitutto i segnatempo verdi passeranno entro breve dalla trasmissione radio a quella Gps per superare anche le piccole interferenze e i coni d'ombra dell'etere, che a volte possono sfalsare di qualche secondo la trasmissione degli impulsi ai quadranti. Ma soprattutto, da muti controllori del tempo cittadino, potranno diventare vere e proprie piattaforme multimediali per veicolare una grande quantità di servizi e informazioni ai milanesi.
«La densità dei TicTac a Milano - spiega Francesco Triglia, direttore generale di Ora Elettrica Spa - è di uno ogni 300 metri circa». Una diffusione capillare davvero strategica che, secondo gli esperti, potrebbe di fatto trasformare ogni orologio in un punto di accesso wi-fi per rendere possibili le connessioni a Internet dal proprio portatile, senza bisogno di fili. Ma la creazione di una rete wireless per Milano non è l’unica cosa che gli «orologi intelligenti» potrebbero fare: «Sarebbe anche possibile - prosegue Triglia - dotare gli orologi, magari quelli posizionati in punti di particolare interesse storico, turistico o commerciale, di schermi che trasmettano informazioni istituzionali, culturali o pubblicitarie diverse zona per zona, gestendo la loro variazione e il loro aggiornamento a distanza, attraverso una linea Isdn dedicata». Fantascienza? Pare di no. Anzi, i tecnici vanno oltre: «Grazie alla tecnologia bluetooth, il passante o l’automobilista che transitano vicino a un orologio, potrebbero ricevere sul display del proprio telefonino informazioni legate al traffico, alle possibilità di parcheggio nelle vicinanze e altro ancora».
Tutte potenzialità che piacciono anche al Comune: «La trasformazione della rete oraria pubblica in una grande rete informativa aggiornata in tempo reale - dice Maurizio Cadeo, assessore al Decoro urbano - è lo scenario senz’altro più avvincente per il prossimo futuro». Nel frattempo la sperimentazione delle nuove tecnologie sugli orologi pubblici sta riguardando la dotazione su alcuni quadranti di centraline Gps (precisione assoluta del segnale orario) e di illuminazione a Led (luce meglio distribuita, lunga durata nel tempo, risparmio energetico).