Afghanistan, attacco ai parà italiani: due feriti Berlusconi: "La nostra missione non cambia"

Nuovo attacco contro i militari italiani impegnati a Shindand. Un parà è rimasto leggermente ferito a una mano, l'altro al collo. L'attacco durante un'operazione umanitaria. Anche ieri un soldato del nostro contingente era rimasto colpito. Berlusconi: "La missione non cambia"

Afghanistan, attacco ai parà italiani: due feriti
 
Berlusconi: "La nostra missione non cambia"

Kabul - Ancora sotto attacco i militari italiani in Afghanistan. Sono due i feriti, entrambi lievi, nell’attacco ai parà: uno ha riportato una leggera lesione a una mano e l’altro al collo. L’attacco si è verificato nell’area di Shindand, la stessa dove ieri un altro paracadutista era rimasto ferito durante un analogo scontro a fuoco. Intanto da New York il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, fa sapere che "la missione dell'Italia in Afghanistan non cambia. Non cambia nulla, naturalmente: noi siamo lì in maniera assolutamente determinata, con un voto del parlamento e assieme ai nostri alleati".

Gli spari È stata una battaglia cruenta quella in cui oggi sono rimasti feriti due militari italiani nel distretto di Shindand, nell’Ovest dell’Afghanistan: numerosi insorti sono stati uccisi e sul posto sono intervenuti anche due cacciabombardieri A10 che hanno garantito la copertura aerea. L’attacco, ricostruiscono al comando del contingente italiano ad Herat, è avvenuto stamani nel distretto di Shindad, mentre i paracadutisti della Folgore "stavano effettuando una attività mirata alla distribuzione di aiuti umanitari e di assistenza medica alla popolazione, richiesta dagli stessi anziani dei villaggi dell’area".

Armi anti-carro L’attacco è stato condotto dagli insorti con armi portatili e contro carri: i parà hanno subito risposto al fuoco "neutralizzando una consistente parte della minaccia". Al comando di Herat confermano che i due militari italiani sono rimasti "lievemente feriti, uno alla mano e un altro al collo: non sono in pericolo di vita e in questo momento sono ricoverati all’ospedale militare di Herat".

La zona "Nell’area di Shindand, gli insorti ancora presenti, grazie all’aumento dell’attività delle forze di sicurezza afgane, stanno perdendo il controllo di gran parte del territorio - sottolinea il maggiore Marco Amoriello, portavoce del contingente italiano - e, cosa ancora più importante, stanno rimanendo privi dell’auspicato supporto e consenso da parte della popolazione locale che è ormai nettamente schierata a favore delle forze afgane e di Isaf".