Afghanistan, malumori fra i militari per la strategia di Obama

Secondo quanto rende noto il <em>New York Times</em>,
citando diversi ufficiali, in servizio o in pensione, secondo i militari il presidente è troppo influenzato dai
suoi consiglieri politici, a cui concede spazio eccessivo nelle lunghe riunioni nella Situation Room della Casa
Bianca

Cresce il malumore fra i militari americani per quella che a loro dire è la lentezza con cui il loro comandante in capo, il presidente Barack Obama, procede nella revisione della strategia in Afghanistan. Secondo quanto rende noto il New York Times, citando diversi ufficiali, in servizio o in pensione, secondo i militari il Presidente è anche troppo influenzato dai suoi consiglieri politici, a cui concede spazio eccessivo nelle lunghe riunioni nella Situation Room della Casa Bianca. «Il temporale c’è, sta in un certo senso crescendo, è instabile e i lampi non hanno ancora colpito, e speriamo che non lo facciano. Penso che probabilmente possa essere contenuto ed evitato, ma la gente sa che c’è», spiega Nathaniel Fick, ex ufficiale dei Marine che era stato consulente di Obama durante la campagna elettorale lo scorso anno ed è ora a capo del Center for a New American Security. «Gli estremisti si rendono conto della debolezza e dell’indecisione in seno al governo americano che fa il loro gioco», ha dichiarato il comandante dei Veterans for Foreign Wars, Thomas Tradewell, che rappresenta 1,5 milioni di ex militari. «L’Amministrazione Bush definiva una strategia e poi vi aderiva, e si può dire non sempre a ragione», afferma tuttavia Andrew Exum, ex ufficiale dell’esercito in Afghanistan e consigliere del generale Stanley McChrystal.
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