Un’agenzia di collocamento per i disoccupati dell’arte

S i chiama «Viafarini 35» (dal nome dell’originario indirizzo) ed è il primo ufficio di collocamento per artisti a spasso. Funziona come una qualsiasi azienda di ricerca di lavoro temporaneo: il candidato lascia curriculum e preferenze in una banca dati, e l'agenzia si premura di trovargli un impiego, fungendo da tramite con le possibili società interessate. L'unica differenza è che a cercare lavoro non sono ragionieri, assicuratori o ingegneri, ma talenti del pennello, della spatola e dell'obbiettivo fotografico. Viafarini, che ha sede alla Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4, è un'associazione no profit e si occupa di loro, cerca borse di studio, scambi culturali all'estero, stage, contratti di lavoro e galleristi disposti a mettere dei soldi in un progetto. Esiste anche un archivio on line, dove gli artisti possono inserire il curriculum e le immagini dei loro lavori, sperando che qualche critico d'arte, o meglio, un mercante-gallerista, sfogliandole, ne rimanga folgorato. Basta cliccare su www.portfolioonline.it, seguire le indicazioni per la registrazione, lasciare le generalità, allegare curriculum e book fotografico, e il gioco è fatto. A oggi gli iscritti sono più di tremila, tra pittori, scultori, fotografi e illustratori, «ma le richieste continuano ad aumentare», ci spiegano dall'associazione. Già, perché far parte del portfolio è gratuito, ma se oltre alle generalità si vogliono inserire le foto delle opere, allora bisogna aspettare il giudizio del comitato critico di Viafarini, che valuta se il candidato può passare la selezione e se i lavori meritano o meno. E c'è chi, nei diciotto anni di attività del centro, il successo l'ha trovato davvero, come Vanessa Beecroft, Francesco Vezzoli, Maurizio Cattelan, Margherita Manzelli e Grazia Toderi, solo per fare alcuni nomi di (ex)ragazzi diventati famosi nel campo delle performance, della videoarte, delle installazioni e della pittura. Alcuni di loro hanno esposto qui, tra le mura del centro, come l'arcifamosa Marina Abramovic che ha curato una performance nel 2002, o Mona Hatoum e Hans Op de Beeck, invitati rispettivamente a realizzare dei lavori in situ nel 1996 e nel 2006. Altri, come i nostrani Maurizo Cattelan e Vaness Beecroft, hanno preferito lasciare il segno nelle vesti di talent scout, o per meglio dire «nominator di Via Farini». Cattelan, per esempio, ha portato in Via Farini il bravo performer americano Kim Jones (conosciuto anche con lo pseudonimo di Mudman), che ha tenuto una sua personale lo scorso anno. «Viafarini è un luogo dinamico, e aiuta veramente i giovani artisti e i giovani curatori», spiega Paola Pivi, che ha fatto la sua prima mostra proprio qui nel 1995. Un'ottima iniziativa, sembrerebbe, che ricalca un po' le associazioni newyorchesi (la grande mela è piena di centri come questo), getta un occhio a Berlino (qui le associazioni sono addirittura istituzionalizzate) e l'altro a San Pietroburgo (è il Comune che le gestisce). Per chi ha fretta e non può aspettare che le proposte gli piovano dal cielo, Viafarini offre anche una banca dati on line («Art Box») dove, inserendo il tipo di arte prediletta, l'area geografica interessata e il settore di ricerca (stage, master, residenza all'estero, impiego, ecc.), si trovano le opportunità del mese. «In particolare promuoviamo l'idea dei soggiorni all'estero - continuano dall'associazione - e con "Milano on the Move" dal 2006 sosteniamo la mobilità degli artisti, invitando i direttori dei più prestigiosi residence internazionali a conoscere la ricerca artistica italiana durante un soggiorno di studio a Milano. Portiamo loro da noi, ma funzioniamo anche da referenti per gli artisti italiani che intendono partecipare a programmi di residence all'estero», e i più fortunati vengono ospitati nelle prestigiose sedi della Rijksakademie di Amsterdam, dello ISCP di New York o del Kunstlerhaus Bethanien di Berlino. Sul lato dell'accoglienza, infine, l'associazione offre ad artisti e curatori una residenza al piano di sopra nella storica sede in via Farini, per un totale di 4 appartamenti e 2 studi d'artista. Ospitalità ma anche mostre e approfondimenti, in Viafarini si organizzano workshop, cicli di conferenze, seminari e un vero e proprio calendario espositivo. Ora, e fino al 15 settembre è di scena la collettiva «Curatology», un progetto del direttore artistico di Viafarini, Milovan Farronato.

Commenti