Aggredita una coppia gay in centro e di giorno: "Urlavano slogan fascisti"

Due omosessuali assaliti da un gruppo di sei giovani nel centro di Roma. Colpiti con i caschi e presi a calci. Alemanno condanna l'episodio, ma il Pd: "Dov'è la sicurezza promessa"

Roma - Coppia gay aggredita a Roma. Massimo, 50 anni, e Francesco, 25, sono stati presi di mira ieri in pieno centro da un gruppo composto da sei ragazzi che erano in sella a ciclomotori e scooter. Teatro dell’episodio è stata piazza del collegio Romano, con i due che si tenevano per mano ed erano diretti verso il Pantheon. I due sono stati avvicinati dal gruppetto, i cui componenti hanno cominciato a prenderli di mira, urlando slogan neofascisti e tenendo il braccio levato verso l’alto. Bersaglio è stato in particolare Francesco, colpito con i caschi al volto e al petto. Caduto per terra, il giovane è stato preso a calci da alcuni degli aggressori. Il gruppetto è quindi fuggito. Già in passato Francesco era stato preso di mira, minacciato con un coltello da due giovanissimi con la testa rasata.

Alemanno condanna Immediata la condanna espressa dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha definito l’episodio "inaccettabile e intollerabile". Mentre Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, in una dichiarazione al Giornale RadioUno Rai ha detto che l’episodio desta una preoccupazione in più per il fatto che ad agire siano giovanissimi, "questo deve far riflettere, significa che c’è un problema che riguarda la formazione, c’è uno scollamento sociale". E Demetrio Bacaro, segretario di Radicali Roma, parla di "ennesimo atto di intolleranza omofoba a Roma" verificatosi "nel centro di Roma, non in una isolata e degradata periferia di questa città. Di nuovo ascolto con sconcerto il nostro sindaco esprimere sconcerto e definizioni del tipo inaccettabile. Ma queste non possono essere le parole del primo cittadino, che ha invece in mano gli strumenti per cercare una soluzione, che sia soprattutto culturale e sociale. Alemanno è stato eletto sull’onda di un’emotività, adeguatamente preparata da campagne ad hoc, per una città percepita come insicura. Il suo più grande programma elettorale sta fallendo miseramente. Quali le contromosse? I militari per la città non sono (e lo si sapeva) una risposta possibile. Bisognerà ripartire dalle scuole, dalle campagne mediatiche, dai diritti civili (ma non solo) finalmente riconosciuti ed applicati".

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