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Via ai lavori per la ciclabile sulla Ghisolfa. "Corsie troppo strette, saranno pericolose"

"Traffico, inquinamento e ciclisti a rischio". Enrico Turato, consigliere FdI del Municipio 8, punta il dito contro l'intervento

Via ai lavori per la ciclabile sulla Ghisolfa. "Corsie troppo strette, saranno pericolose"
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Come previsto, sono iniziati i lavori per realizzare la pista ciclabile sul ponte della Ghisolfa. Bidirezionale, larga in media circa un metro e mezzo per ciascun senso di marcia e ovviamente, dopo i vari pericolosissimi pasticci del passato, protetta da cordoli, andrà a collegare l'incrocio con via Mac Mahon a piazzale Lugano, integrandosi con gli attraversamenti e la viabilità esistente. "In quelle vie sottostanti, più strette dove andrà a convogliare ancora di più tutto il traffico", polemizza Enrico Turato, consigliere di FdI del Municipio 8. Non punta il dito solo contro quella corsia rossa per le biciclette che andrà a strozzare il traffico (con l'inevitabile aumento dell'inquinamento) sul ponte della Ghisolfa (o cavalvia Bacula) ridotto a una o due corsie dove dovrà continuare a passare anche la filovia della 90, ma anche contro "l'ennesima cilabile-pericolo per l'inclumità dei ciclisti stessi", spiega.

"È la miope visione a cui il sindaco Sala ci ha abituato. In realta i problemi di viabità sono ben altri e invece questo intervento va a restringere una strada che genera più traffico e più inquinamento", fa notare. "È una visione della città dove per mettere delle ciclabili usate da poche persone si limit lo spazio in punti dove bisognerebbe invece tutelare fortemente le auto". La realizzazione della pista ciclabile era stata decisa e approvata con un investimento di non poco conto, visto che l'importo dei lavori supera i due milioni di euro, finanziati anche attraverso il Fondo Nazionale di Ripresa e Resilienza, e i cantieri dureranno circa un anno. È un intervento laboriso perchè non basta realizzare la striscia ra per i ciclisti ma è necessario spostare per circa la metà del tracciato verso il centro della carreggiata, la linea filoviaria 90-91, che oggi corre accanto al filo della trazione elettrica proprio laddove dovrebbe essere realizzato lo spazio della ciclabile. "L'intenzione è rendere ancora più piccola la corsia in un punto in cui già si crea traffico. Vogliono combattere l'inquinamento e invece così si ottiene l'effetto opposto concentrando le auto", insiste. Oltretutto è una strada di scorrimento "dove le auto corrono veloci, quindi sarà ancora piu difficile garantire la sicurezza dei ciclisti. Tant'è vero che in tutta la circonvallazione dove le auto vanno veloci, di biciclette se ne vedono poche. Sono solo degli impavidi...".

La ciclabile sarebbe realizzata in entrambi i sensi di marcia, ma mentre da un lato le corsie da tre diventerebbero due, "dall'altro particolarmente otico per il passaggio della 90 va ancora peggio con la strada che si stringe fino a diventare solo una corsia".

Turato racconta che nel 2021 dei bontemponi avevano disegnato per terra la striscia con il simbolo delle biciclette per spingere a realizzare la ciclabile, poi era dovuto intervenire il Comune per

cancellarla. "Ma adesso poco cambia - fa notare - resta pericolosa per i ciclisti, sarà congestionato il traffico sopra e sotto nelle vie più piccole. E perché? Perchè si pensa che con la bici si possa andare dappertutto..."

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