Aids, ricerca Usa-Thailandia: vaccino riduce il contagio del 32%

Un vaccino sperimentale si rivela efficace su quasi un terzo dei 16mila volontari sottoposti ai test. Nel mondo vi sono 33 milioni di malati

Aids, ricerca Usa-Thailandia: 
vaccino riduce il contagio del 32%

Bangkok - Erano anni che si aspettava una notizia del genere: un vaccino efficace contro l'Aids. Ora forse siamo a un passo dall'obiettivo. Uno studio ha rilevato che, tramite un nuovo vaccino, c'è una diminuzione forte (32%) del rischio di contrarre il virus. Ma non bisogna credere che la battaglia sia già vinta, che il terribile male sia definitivamente sconfitto. Il passo avanti, comunque, è molto importante. E la ricerca prosegue senza soste. Il vaccino sperimentale ottenuto combinando due prodotti giù esistenti, ha abbattuto di circa un terzo il rischio di contrarre il virus nei volontari a cui è stato somministrato. Ne hanno dato notizia ricercatori un gruppo di scienziati americani e thailandesi. Il vaccino è stato ottenuto combinando l’Alvac, prodotto da Sanofi-Pasteur , e l’Aidsvax, sviluppato da una società di San Francisco - la VaxGen - ma attualmente di proprietà dell’associazione no profit Global Solutions for Infectious Diseases.

Rischio ridotto del 32% Il vaccino, hanno spiegato i ricercatori, ha ridotto del 32% il rischio di contrarre il virus Hiv tra i 16.000 volontari thailandesi eterosessuali - non ad alto rischio di contrarre l’Aids - che hanno partecipato alla sperimentazione. "Nel gruppo a cui è stato somministrato il placebo ci sono state 74 infezioni, nel gruppo a cui è stato somministrato il vaccino il 51", ha spiegato in un’intervista telefonica il dottor Jerome Kim, colonnello dell’esercito americano del Walter Reed Army Institute of Research, del Maryland, che ha aiutato a condurre la sperimentazione.

Ricercatori stupiti Il risultato, quasi del tutto inatteso, ha stupito i ricercatori, che dicono di non sapersi spiegare come mai la combinazione di vaccini funziona. Per chi ha sostenuto la sperimentazione, affrontando le critiche che non fosse etica o fosse uno spreco di denaro visto che ci attendeva che non funzionasse, è un successo "Io, come altri, non pensavo che ci fossero molte probabilità che funzionasse", spiega il dottor Anthony Fauci dell’Istituto Nazionale di Allergologia e Malattie Infettive degli Usa, che ha contribuito a finanziare lo studio. Ulteriore fattore di confusione, il fatto che le persone vaccinate che si sono infettate ora hanno nel sangue la stessa concentrazione di virus delle persone infettate senza essersi vaccinate, e hanno subito gli stessi danni al sistema immunitario. Ciò significa che il vaccino aiuta a prevenire le infezioni, ma non ha effetti sul virus una volta che questo ha colpito. 

Vaccino possibile "Anche se il livello di protezione che garantisce è abbastanza modesto, lo studio è un grande passo in avanti per la scienza", ha detto Kim, sottolineando che il vaccino potrebbe non funzionare nelle persone e nei paesi dove il virus Hiv è più diffuso: in Africa, sui maschi omosessuali o tra chi fa uso di droghe per via endovenosa. "E’ la prima prova che lo sviluppo di un vaccino sicuro ed efficace è possibile". Sia Kim che Fauci fanno notare che il vaccino è stato elaborato specificamente per contrastare due sottotipi della sindrome da immunodeficienza acquisita: l’E, diffuso in Thailandia e nel Sudest asiatico, e il B, più comune negli Usa e in Europa.

Testato in Thailandia "Il vaccino è stato testato in Thailandia ed è specifico per i ceppi attualmente in circolazione nel paese", spiega Kim. I 16.000 hanno ricevuto sei vaccinazioni, quattro con l’Alvac, due con l’Aidsvax. Si stima che i malati di Aids siano 33 milioni nel mondo. Da quando il virus è stato identificato negli anni 80, le vittime sono state 25 milioni.

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