Airbus, individuati nuovi frammenti

Primo rapporto a fine giugno. Un team di 30 esperti al lavoro. Le scatole nere potrebbero essere a 3mila metri e un mini sommergibile le cercherà: continueranno a mandare un segnale per un mese

Airbus, individuati nuovi frammenti

Parigi - Nell’Atlantico sono stati ritrovati altri resti dell’Airbus dell’Air France. Tra questi c’è anche un frammento "apparentemente di metallo" di 7 metri di diametro, secondo quanto riferisce un portavoce ufficiale brasiliano. Un primo rapporto su cosa sia accaduto sarà consegnato dagli esperti a fine giugno, anche se arrivare alla soluzione del giallo sarà difficile. Nel corso di una conferenza stampa a Parigi il direttore dei servizi per le indagini sugli incidenti aerei ha assicurato che l’inchiesta sarà "trasparente" e la stampa sarà "costantemente tenuta aggiornata".

Dipanare il mistero dell'Airbus Una squadra di trenta persone è al lavoro sui pochi dati raccolti e lo stesso capo della squadra di inchiesta ha avvertito che sarà un’impresa recuperare il relitto e le scatole nere, ma ha anticipato che un dato è già dato per assodato: alla partenza da Rio de Janeiro non era stato rilevato alcun problema al velivolo. Si è intanto saputo che il 27 maggio un volo dell’Air France in partenza da Buenos Aires e diretto a Parigi era stato ritardato perché la compagnia aerea aveva ricevuto un allarme bomba, tramite una telefonata all’aeroporto di Ezeiza. Ma dopo "tutte le operazioni di routine, che durarono circa un’ora e mezzo", l’aereo ripartì come previsto.

Trovati nuovi frammenti Un aereo radar Embraer R99 ha identificato alle 3.40 locali (le 8.40 gmt) quattro nuove zone dove si trovano altri resti, 90 chilometri a sud della regione inizialmente circoscritta, ha indicato il colonnello Jorge Amaral, portavoce dell’aviazione brasiliana. "Numerosi oggetti risultano sparpagliati in un raggio di cinque chilometri, tra cui un oggetto apparentemente di metallo di 7 metri di diametro, e una distesa di cherosene di 20 chilometri", ha aggiunto. In totale sono stati individuati 10 oggetti, alcuni dei quali metallici.

Le ricerche nell'oceano I sommozzatori brasiliani sono stati i primi ad arrivare e a percorrere la scia di detriti lasciata dall’Airbus dell’Air France precipitato nell’Atlantico nella notte tra domenica e lunedì. Intanto anche i vertici delle forze arnate francesi hanno confermato che quelli trovati in mare sono senza dubbio i rottami dell’aereo scomparso. Maltempo e mare grosso ostacolano la raccolta di qualunque oggetto possa essere utile a capire e cosa sia successo al volo AF447 sparito dai radar mentre nella zona infuriava una tempesta. Quattro navi della marina brasiliana equipaggiate con strumentazioni per il recupero e una nave cisterna pattugliano un braccio di mare lungo cinque chilometri disseminato di sedili, cavetteria, frammenti metallici e macchie di kerosene 1.200 chilometri a nordest di Recife.

La ricerca delle scatole nere Tutto quello che verrà trovato sarà poi trasferito in elicottero alla base brasiliana nell’arcipelago di Fernando de Noronha. Ma le scatole nere potrebbero essere a una profondità compresa tra i due e i tremila metri e l’unica speranza è nel segnale che continueranno a mandare per un mese dal giorno del disastro. Secondo gli esperti la caccia alla registrazione con i dati di volo e di bordo e a quela con le conversazioni dell’equipaggio sarà la più ardua dopo quella lanciata per ritrovare il Titanic. Ma il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva è convinto che sarà un’operazione coronata dal successo: "Un Paese capace di trovare il petrolio a sei chilometri di profondità può trovare un aereo a duemila". Il Brasile ha proclamato tre giorni di lutto nazionale e a Parigi, nella cattedrale di Notre Dame, sarà celebrato un rito ecumenico al quale parteciperà Nicolas Sarkozy. Per capire qualcosa di più gli esperti esamineranno due aerei della Lufthansa che alla stessa ora del disastro incrociavano nella zona attraversata dal volo AF447.

Un minisub a caccia delle scatole nere Il Nautile, il minisottomarino francese che per primo raggiunse il relitto del Titanic, cercherà le scatole nere dell’Airbus. Lo ha annunciato alla Bbc Brasil un portavoce delle Forze armate francesi, secondo il quale la nave che lo trasporta, La Pourquoi Pas, arriverà nella zona del disastro entro otto giorni. Le scatole nere degli Airbus, che le autorità francesi hanno indicato come priorità massima nelle ricerche, emettono segnali sonar durante trenta giorni dopo un incidente. Il Nautile, varato nel 1984, è in grado di operare fino a profondità di seimila metri, mentre nella zona dove potrebbe trovarsi il relitto dell’Airbus le profondità variano tra due e tremila metri. Le ricerche saranno effettuate partendo dal punto dove sono stati avvistati per la prima volta resti dell’aereo. Il Nautile, con un equipaggio di due piloti e un osservatore, è equipaggiato con sonar laterale e due braccia mobili in grado di prelevare oggetti anche piccoli a grande profondità, ma non sarebbe probabilmente in grado di estrarre le scatole nere se fossero ancora dentro al relitto dell’aereo. Ma prima si dovrà trovare il posto esatto dov’è affondato l’Airbus.

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