Alcoa, il premier: "Produzione in Italia" Rientrata la protesta

Il premier ai vertici dell'azienda: "Conservare la produzione in Italia e attendere la procedura Ue". Stamattina l'rruzione dei lavoratori dello stabilimento di Portovesme all'aeroporto
Elmas di Cagliari

Cagliari - Chiuso per motivi di ordine pubblico l’aeroporto di Cagliari Elmas. I voli in arrivo sono stati dirottati sugli altri scali alternativi di Alghero e Olbia a causa della manifestazione attuata questa mattina dai lavoratori dello stabilimento Alcoa di Portovesme.

Scontri con la polizia Alcuni tafferugli sono scoppiati sulla pista dell’aeroporto tra polizia e carabinieri in assetto antisommossa e operai dell’Alcoa che occupano da questa mattina l’aerostazione e che, dopo aver occupato il piazzale di parcheggio, hanno cercato di raggiungere la pista principale. Gli operai, che hanno bloccato le partenze raggiungendo anche i gate dal 10 al 18 dove manifestano con bandiere e cori, hanno permesso lo sbarco dei passeggeri di un aereo giunto da Fiumicino, mentre è tuttora bloccato di traverso sull’ampio piazzale un velivolo Meridiana. Sono stati fatti scendere dopo oltre un’ora di attesa sul velivolo, i 131 passeggeri dell’aereo della Ryanair che sarebbe dovuto decollare alle 10,25 diretto a Treviso. Davanti a quest’ ultimo velivolo si sono piazzati una quarantina di operai Alcoa di Portovesme con le bandiere.

Berlusconi ai vertici: "Lasciate produzione in Italia" "Un invito a conservare l’attività produttiva della multinazionale negli impianti italiani e a non assumere decisioni al riguardo prima che la commissione europea abbia proceduto all’esame del provvedimento, atteso entro il prossimo mese di febbraio" viene dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in una lettera inviata al presidente e amministratore delegato dell’Alcoa, Klaus Kleinfeld.

Convocazione del governo I lavoratori dell’Alcoa lasceranno l’aeroporto di Cagliari solo quando arriverà la convocazione ufficiale del governo per un incontro con l’azienda prima di quello fissato per il 5 febbraio. Lo hanno ribadito i rappresentanti dei lavoratori. I manifestanti temono che il 5 febbraio siano già esaurite le scorte di materia prima nello stabilimento di Portovesme per cui la chiusura sarebbe inevitabile. Sono circa 80, con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, gli operai che hanno bloccano la pista mentre oltre 150 circa sono davanti all’entrata delle partenze.

Arriva la convocazione Il prefetto di Cagliari Giovanni Balsamo ha incontrato i lavoratori e ha annunciato loro che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta ha fissato una riunione a Palazzo Chigi per martedì 2 febbraio.

Rientra la protesta Al grido di "non molleremo mai", dopo l’annuncio della convocazione dell’incontro a Roma con governo e azienda, i lavoratori che occupavano la pista dell’aeroporto di Cagliari hanno raggiunto i colleghi che manifestavano nell’aerostazione. Si sono viste scene di esultanza con abbracci e lacrime. I lavoratori dell’azienda del Sulcis in questi momenti si sono allontati dallo scalo con un carosello di auto. Nel pomeriggio è in programma una trasferta nello stabilimento di Portovesme per organizzare la trasferta romana. I sindacalisti hanno già annunciato che, per quanto li riguarda, si tratterà di una trattative a oltranza. Gli operai sono decisi a rimanere a Roma, con presidi e sit-in, fino a quando non otterranno la certezza della ripresa produttiva della fabbrica. Nel corso delle manifestazione sono arrivati nell’aeroporto di Cagliari numerosi politici e amministratori locali.

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