Alemanno e i gay: tante promesse e due no

Che apertura sia, ma senza esagerare. Ieri i rappresentanti delle organizzazioni omosessuali si sono potuti confrontare con Gianni Alemanno, in Campidoglio, per 90 minuti abbondanti. Era un tavolo che molti di loro reclamavano da tempo, dopo frecciatine, bronci e mezze incomprensioni su più di un tema, da ultimo quello della sede «ballerina» del «Gay village». L’attesa, però, non è stata vana, visto che il primo cittadino non si è tirato indietro: ha detto che continuerà a negare il patrocinio al Pride, la sfilata annuale della comunità omosex per le vie della città, e a dire no alle coppie di fatto. La novità, la rottura con il passato, però c’è e non è affatto trascurabile: il sindaco ha detto che finanzierà un osservatorio sulle intolleranze sessuali e, soprattutto, appoggerà la legge della parlamentare Paola Concia del Pd, secondo cui l’intolleranza sessuale stessa, in caso di reato, è un’aggravante così come già avviene per il razzismo. La svolta, dicevamo, è sostanziosa. Se ne sono accorti i membri delle organizzazioni, che hanno espresso tutta la loro soddisfazione per le parole del primo cittadino. Che ha fatto di più: ha promesso che, entro metà settembre, si recherà in prima persona al «Gay village», «per conoscere questa manifestazione».
L’inchiesta. Con l’arresto di «Svastichella», dato per scontato da giorni, non si ferma comunque il lavoro degli investigatori. Da chiarire la posizione del secondo uomo che era in compagnia dell’aggressore: sarebbe stato identificato, ma al momento non ci sarebbe nessuna accusa a suo carico. Anziché malmenare i due ragazzi, come sembrava in precedenza, avrebbe fatto addirittura il contrario, avrebbe cioè provato a impedire all’amico di accanirsi sui giovani. «Stiamo comunque ancora investigando», ha affermato il questore Giuseppe Caruso, determinato ad andare fino in fondo.
L’arresto. Unanimi le reazioni politiche dopo l’arresto del 40enne con l’accusa di tentato omicidio. Anche in questo caso Alemanno, che ha esercitato diverse pressioni sulla procura, è riuscito a mettere d’accordo tutti, visto che la sua soddisfazione è identica a quella espressa da Piero Marrazzo, presidente della Regione: «L’arresto dell’aggressore dei due giovani gay è innanzitutto un atto di rispetto nei confronti delle vittime. Era davvero inaccettabile che un individuo simile potesse evitare la detenzione». Applausi anche dal presidente della Provincia, Luca Zingaretti che inoltre reclama l’approvazione rapida di una legge contro l’omofobia.
Le vittime. Quanto ai due ragazzi aggrediti, dall’ospedale fanno sapere di essere «più tranquilli». «Finalmente - ha detto l’avvocato Daniele Stoppello - è stato emesso il provvedimento cautelare che costituisce anche una chiara e precisa risposta da parte della magistratura rispetto a reati di inaudita gravità». Dino, il 28enne marchigiano accoltellato all’addome, potrebbe essere dimesso tra una decina di giorni. Mentre Alessandro, il compagno italo-spagnolo, ha fatto sapere che pure lui sarà difeso da Stoppello, responsabile legale di Arcigay Roma. «Vogliamo assicurare - ha affermato il presidente Fabrizio Marrazzo - la tutela delle vittime di questa violenza così efferata».

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