Alfano difende il Cara di Mineo per salvare il collegio elettorale

Il ministro dell'Interno si schiera a favore del contestato centro di accoglienza. Proprio in Sicilia Ncd ha raccolto più consensi. Ed è rissa con Salvini e Maroni

Alfano difende il Cara di Mineo per salvare il collegio elettorale

Matteo Salvini attacca, come sempre, il governo e il Viminale sul tema dell'immigrazione. Ma stavolta Angelino Alfano perde la sua flemma e replica usando gli stessi toni. Finisce in rissa. «Salvini è un razzista che specula sui morti», insorge il ministro dell'Interno. «Questo incapace, incollato alla poltrona mi fa pena. Grazie agli elettori, fra poco ruspa per Alfano!», risponde via Facebook il leader della Lega.

Il fatto è che non si tratta solo di strategie europee e mondiali per gestire i flussi di migranti, ma Salvini insiste da giorni sul centro-profughi siciliano più caro ad Ncd, quel Cara di Mineo dove sarà oggi di persona per ripetere che questa «cittadella di illegalità» va chiusa.

Il duello a distanza si svolge il giorno dopo i funerali nel catanese dei coniugi di Palagonia che per i pm sono stati brutalmente assassinati da un giovane ivoriano, ospite di quel centro. Da allora il Carroccio guida la protesta contro la gestione del Cara e al Viminale si è mosso qualcosa: si parla di commissariarlo, di ridurre gli ospiti da 3 a 2mila. E di annullare la concessione al consorzio che gestisce la struttura, formato da coop vicine a Comunione e liberazione (legata all'ex ministro alfaniano Maurizio Lupi) e dai comuni della zona, che alle ultime elezioni sono passati in massa dal centrosinistra a Ncd. L'appalto da 100 milioni di euro di Mineo è finito nelle carte dell'inchiesta Mafia Capitale e Luca Odevaine, sovrintendente del centro per il Viminale, ha raccontato ai pm che fu pilotato dal dominus centrista della zona, il sottosegretario sotto inchiesta Giuseppe Castiglione, che ha definito «braccio elettorale in Sicilia di Alfano».

Sarà per questo che il ministro s'infiamma tanto ed è sulla difensiva, perché deve difendere il suo collegio elettorale? A chi gli parla di chiudere il Cara replica: «Ora la situazione è molto diversa, e voglio anche ricordare che lo ha aperto la Lega. Ma noi valuteremo quello che c'è da fare per ricondurre tutto a una sana gestione e abbiamo già fatto i primi passi».

Alfano tira in ballo Roberto Maroni, che nel governo Berlusconi era al suo posto. E il governatore della Lombardia risponde: «Lui era ministro con me quando abbiamo aperto il Cara di Mineo, o dormiva? Per 6 mesi è stato gestito senza incidenti, dopo sono arrivati i governi Monti, Letta e Renzi. Se non viene gestita bene la struttura, non è colpa di chi l'ha aperta». Maroni replica con un tweet duramente anche a Erasmo Palazzotto di Sel, che chiedendo la chiusura del centro lo definisce il «mandante» del Cara di Mineo e dell'omicidio di Palagonia. «Questo “signore” mi fa schifo. Appartiene alla categoria degli “onorevoli”, ma è solo un poveraccio. E pagherà caro».

Tra Ncd e il Carroccio è guerra aperta. Alfano attacca «esponenti politici a favore del buio delle menti, del sonno della ragione, per fare tornare l'Europa a un passato che non vogliamo fare rivivere». Dice a Salvini «con la coscienza di un padre» e non di chi «pensa di prendere voti» che l'Italia è «campione mondiale di accoglienza» e ha «salvato migliaia di persone». Conclude: «Ci possono chiedere di rendere più efficiente il sistema dei rimpatri, la regolarizzazione più celere, ma non di tirare via la mano se qualcuno affoga». Sul web il leader della Lega gli rifà il verso: «“Salvini è un razzista che specula sui morti”, disse colui che sta trasformando il Mediterraneo in un cimitero». Il capogruppo leghista alla Camera Massimiliano Fedrigaaccusa i partiti di governo di far soldi con i clandestini: «Alfano ci racconti dei rapporti tra i suoi uomini e la gestione del Cara di Mineo».

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