Alitalia, più Malpensa con Air One

Mentre a Montecitorio, commissione Trasporti, presidente e ad dell’Alitalia - Roberto Colaninno e Rocco Sabelli - riferivano sull’andamento della compagnia, da Parigi rimbalzava una notizia di ampio rilievo strategico. In un’intervista a Les Echos il numero uno di Air France-Klm ha annunciato che Alitalia, dall’estate del 2010, entrerà nella joint venture sulle rotte transatlantiche con la stessa AF e l’americana Delta. L’operazione, che conferma come le linee dello sviluppo dell’Alitalia passino da Parigi, darà un bel ventaglio di benefici alla compagnia, con un importante aumento dell’offerta e, di conseguenza, nuovi flussi di entrate. L’assetto della jv è ancora in corso di messa a punto; uno degli argomenti in discussione è lo schema di divisione dei profitti, che potrebbe avvantaggiare Alitalia, già «arricchita» peraltro dall’aumento delle connessioni.
Consapevoli anche di questa svolta, Colaninno e Sabelli si sono dimostrati soddisfatti e fiduciosi sull’evoluzione di una delle privatizzazioni più delicate degli ultimi anni. «Alitalia è stata stabilizzata. Dalla rianimazione siamo passati al reparto risanamento - ha detto il presidente - e il piano di rilancio sarà completato per marzo-maggio», e cioè in primavera.
Più tecnico il discorso di Sabelli, che ha escluso il ricorso a un aumento di capitale: «Non ci serve e non è in vista». Del resto, dopo le perdite del primo semestre - 273 milioni - è stato più volte ipotizzato un terzo trimestre in pareggio operativo. Sabelli ha toccato vari temi caldi. A cominciare dalle difficoltà operative che da mesi si stanno registrando a Fiumicino, dove Alitalia gestisce i propri servizi di terra.
Sabelli ha parlato dei «limiti strutturali dell’aeroporto, che pesano in particolare sul transito dei passeggeri, ed esasperano il transito e l’interconnessione tra i diversi terminal». I problemi stanno «dentro e fuori» dallo scalo, e non è mancata una frecciata alle Ferrovie, titolari del collegamento tra Fiumicino e il centro di Roma: bisognerebbe «superare i problemi regolatori che fanno sì che quel trenino lo gestisca solo Trenitalia». Quanto a Malpensa, l’interesse di Alitalia è legato al modello di traffico sul quale lo scalo si è caratterizzato, con un 85% di mercato low fare. Lo sviluppo sull’aeroporto lombardo sarà dunque teso alla concorrenza sul prezzo: «Abbiamo bisogno di presidiare quel mercato perché sviluppa flussi importanti» ha detto Sabelli. E ha confermato che il brand Air One sarà utilizzato per una nuova offerta di questo tipo, che verrà estesa anche agli aeroporti di secondo e terzo livello, oggi monopolizzati dalle compagnie low cost.
Colaninno, parlando ai deputati, ha rivendicato il valore del lavoro svolto in otto mesi, pur in un clima spesso sfavorevole. E si è sfogato: «Se voi politici non avete fiducia negli imprenditori come facciamo a guardare al futuro?».

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