Allegri sposa il Milan di SilvioMa a Cagliari Pato sarà fuori

Si recupera la 1^ di campionato. Il Milan impegnato a Cagliari. Allegri: "Il presidente è un esteta del calcio, ha sempre preso i migliori numeri 10". Il derby toscano <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/sport/il_derby_toscano_lansia_classifica/20-12-... target="_blank">Siena-Fiorentina</a></strong>

Milanello - Se il Milan fosse sve­glio e lesto come Max Allegri ieri mattina, prima di volare a Caglia­ri, non ci sarebbero grandi proble­mi nel superare l’ultimo temibile scoglio prima della sosta natali­zia. Il vero contropiedista è lui, abi­lissimo nell’infilare la pattuglia dei cronisti, pronti a cucinare allo spiedo il livornese, dopo i “consi­gli per la formazione“ firmati da Silvio Berlusconi nella notte di sa­bato, a Milano. «Ha letto le prefe­renze del presidente?» gli hanno chiesto per dare inizio all’intervi­sta da trasformare in una gratico­la. E lui, Allegri, invece di cinci­schiare, è partito veloce, con un preambolo («Berlusconi è un este­ta, gli piace il bel calcio, i suoi ac­quisti sono sempre stati i numeri “10“, giocatori talentuosi. Parlia­mo spesso e volentieri di calcio, e condivido gran parte delle sue idee perchè è uno che vede in anti­cipo certi sviluppi ») prima di rifila­re la stoccata: «Vi ricordate come abbiamo giocato a Londra contro il Tottenham negli ottavi di Cham­pions league? A centrocampo c’erano Flamini, Seedorf centrale e Boateng a sinistra, in attacco il trio Robinho-Pato-Ibrahimovic». Silenzio di tomba! Come dire: in tempi non sospetti ho realizzato lo schieramento che piace a Berlu­sconi, segno di una sintonia asso­luta col presidente documentata da questi e altri particolari.

Come, ad esempio, il progetto di riporta­re, «piano piano», Boateng a cen­trocampo «poichè il suo rendi­mento non cambia tra un ruolo e l’altro»la convinzione del tecnico espressa in tempi non sospetti e ri­petuta ieri. Stesso esito per le noti­zie più aggiornate sul conto di In­zaghi: da alcune settimane, subi­to dopo la sua apprizione nel fina­le di Milan-Catania, lo stagionato Pippo ha avuto un accidente alla caviglia e da allora non si è più alle­nato con il gruppo. Se ne riparlerà a gennaio ma dovrà garantire l’in­te­grità fisica per pretendere un po­sto nella lista Champions.

Preso atto del fatto che non c’è in alcun modo la possibilità d’in­crinare il rapporto tra presidente e allenatore, nemmeno sul con­tratto da rinnovare («a me non ri­sultano nè quelle cifre uscite sui giornali, nè che vi siano problemi legati ai risultati» la chiosa di Alle­gri), forse è meglio occuparsi del­la corsa al primato, del viaggio a Cagliari e dei gol degli attaccanti rossoneri che sono diventati mer­ce rara nella stagione (i centro­campisti sono già a quota 13). «Questo non è un problema: Ibra è a quota 10, Pato e Robinho ri­prenderanno a segnare» è la con­vinzione di Allegri chiamato a da­re l’ultimo colpo di gas in attesa della sfida Udinese-Juventus che può rallentare la marcia della con­correnza. «Dopo la falsa partenza abbiamo eseguito una faticosa ri­monta, adesso ne stiamo pagan­do il prezzo: facciamo l’ultimo sforzo poi ci dedicheremo alle va­canze » l’appello al gruppo che ha una tradizione sfavorevole nei pressi della sosta, una striscia lun­ga di sconfitte, compresa quella domestica del 2010 con la Roma.

Se a Londra, Allegri varò il Mi­lan ideale di Silvio Berlusconi, a Cagliari sono previste alcune va­riazione necessarie al tema. E non solo per le assenze di molti difen­sori, Abate compreso, ma anche per la necessità di dare un ricam­bio a più datati della compagnia, e in particolare a centrocampo, do­ve il plotoncino è ridotto all’osso per i noti problemi che hanno al­lontanato da Milanello Gattuso e Flamini. Nel decisivo reparto, il ballottaggio è tra Van Bommel e Ambrosini: uno, l’olandese, ha giocato col Siena,l’altro ha riposa­to, di qui l’idea di avvicendarli. Clarence Seedorf può accomodar­si in panchina, ancora una volta. Nonostante la sua apprizione not­turna nello stesso ristorante scel­to da Berlusconi e Allegri sabato notte, non avrà sconti. Come è giu­sto che sia. Così Allegri si è merita­to la stima collettiva del gruppo. Stesso orientamento anche per l’attacco:qui Robinho è in pole po­sitio­n rispetto a Pato che pure nel­l’ultimo spezzone di Milan-Siena ha realizzato preziose giocate da attaccante puro. La spiegazione pubblica? Il famoso equilibrio. Chiusura nel nome di Tevez: gio­vedì il primo vertice operativo col City. «Ma non si chiuderà, non cre­do che il 29 Tevez verrà con noi a Dubai» il pronostico di Galliani.