Alonso e la Rossa secondi ma per grazia ricevuta

10 WEBBER
Primo. Chapeau. L’antipatico australe ha dominato e sta dimostrando due cose: che ha un briciolo di talento in più del previsto e una macchina spaziale; e che Vettel è fortunato e molto pasticcione.
9 ALONSO
Secondo. Dice: «Mi sento felice». Dice: «E ora al lavoro». Il nuovo Schumi della Rossa è stato chiaro: voglio di più. E che non si dica che di voto troppo alto si tratta, visto che il secondo posto è arrivato per grazia ricevuta (dalle noie ai freni, sul finale, di Vettel, e dal cedimento del cerchio con botto al penultimo giro di Hamilton). Perché, comunque, Fernando era lì, pronto a cogliere il cadeau; lì, pronto a spingere e tirare fuori tutto, ma proprio tutto dalla Rossa così così.
6 VETTEL
Terzo. Ma che diamine: sai - perché lo sai - che se maltratti la bibita con le ruote al 90 per cento non concludi la gara, e tu, Sebastiano, munito di enorme talento e testa ancor troppo giovane, non ti accontenti proprio mai. Risultato: ancora un piazzamento ingrigito dalle noie tecniche e rischio grande di buttare di nuovo tutto alle ortiche. Lo sa il team che inizia a contare sempre più sul meno veloce ma deciso Webber, e lo sai tu che a fine gara dici: «Negli ultimi giri sono stato fortunato perché potevo anche non arrivare». Unica attenuante: il tempo perso durante il primo pit.
5 SCHUMACHER
Quarto. Va bene: è il più vincente di sempre e per di più ha dato tanto a noi italiani e alla Ferrari. Per cui è giusto che goda di simpatia e seguito adorante. Però due però. Il primo: alla fine ha tenuto dietro per un po’ di giri un Button comunque attento a evitare patatrac visto che guida la classifica mondiale; il secondo: a Barcellona sorpassano solo le moto degli spettatori quando tornano a casa. Comunque Schumi sta ridiventando Schumi, molto più lentamente e pacatamente del previsto, e lo si comprende da come ha commentato il suo miglior risultato stagionale: «Non sono tanto contento perché ho pensato soprattutto a difendermi e perché per guadagnare posizioni potevo solo sperare nei guai altrui». E poi che lo si sveli: ha chiesto e ottenuto modifiche alla monoposto (ora, fra le altre, ha il passo più lungo) così da raccapezzarsi un filo di più, mentre così facendo al povero Rosberg, fino a ieri secondo nel mondiale (ha concluso simpaticamente 13°) hanno spento la luce. Per tutto questo, niente sufficienza.
7 BUTTON
Quinto. Visto che chi scrive lo scorso anno criticava il bellone inglese in vetta al mondiale, assieme a un discreto mea culpa sul tema va qui posta una nota in calce: non è vero che ieri ha corso sotto tono, ha badato a portare fieno in cascina e a non fare patatrack con Schumi all’uscita dal pit («è stato scorretto», dirà). Il ragazzo ormai sa come si vincono i mondiali, sa di avere un’ottima ma fragile macchina e sa che Hamilton si sta trasformando in Paperino.
4 MASSA
Sesto. Anche con tutto l’affetto possibile, non può passare l’intero weekend a dire che quest’auto non riesce a guidarla, mentre il compagno comunque va. La sensazione? Che certe novità aerodinamiche introdotte piacciano più ad uno che all’altro e che, così facendo, la Rossa abbia ormai deciso su chi puntare per il titolo: Fernando. Per la verità, lo era anche prima, adesso lo è apertamente e, soprattutto, tecnicamente.
8 HAMILTON
Ritirato. Ha dato tutto e, incolpevole, ha perso tutto.

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