La favola dell’Italia del baseball, la squadra che ha fatto innamorare il mondo con la sua simpatia e l’exploit contro i maestri degli Stati Uniti si conclude nella semifinale del mondiale. Con il pubblico a Miami composto in gran parte da emigrati venezuelani che fa un tifo scatenato, la squadra guidata da coach Cervelli inizia bene la partita da dentro o fuori, difendendo a lungo il 2-1 conquistato nel secondo inning. Gli Azzurri non riescono a sfruttare le basi piene nel sesto per allungare il vantaggio, un errore che costa carissimo.
Subito dopo, infatti, il lanciatore Lorenzen entra in crisi ed i forti caraibici ne approfittano per effettuare il sorpasso e portarsi avanti di due punti. L’Italia si ritrova ma i lanciatori venezuelani concedono poco o niente, staccando il biglietto per la finalissima contro gli Stati Uniti. Complimenti comunque a questa nazionale che ha stravolto le gerarchie del mondo del baseball e fatto una gran pubblicità a questo sport in Italia.
L’Italia parte forte, avanti 2-1
Il colpo d’occhio al LoanDepot Park di Miami è inequivocabile: la comunità degli esuli venezuelani ha occupato ogni posto possibile e immaginabile. Sulla carta il confronto tra gli Azzurri e i caraibici non è nemmeno proponibile, visto che il Venezuela può contare su un bullpen di lanciatori fortissimi ed una superstar come Ronald Acuna che può fare malissimo. Il gruppo assemblato da coach Cervelli e dal capitano Vinnie Pasquantino è però compatto come pochi e la partenza non è affatto male. Sul monte di lancio va subito Aaron Nola, forse il più forte lanciatore azzurro ma l’Italia affronta un’altra bestia nera: mai prima d’ora è riuscita a battere il Venezuela ai mondiali. La difesa azzurra è perfetta nel primo inning, con una doppia eliminazione che concede all’Italia di attaccare per la prima volta. Il Venezuela rende il favore con un double play dopo lo strike-out di Antonacci ma Nola è ancora in palla: dopo i tre strike a Suarez, tocca a Tovar, che è stato incontenibile nella vittoria a sorpresa contro il Giappone nei quarti.
L’interbase dei Colorado Rockies picchia duro ma il suo fuoricampo è in foul: Nola mette il terzo strike, concede una valida ma poi si rifà quando la battuta del pericolo numero uno Acuna viene presa al volo da un esterno azzurro. Il capitano Pasquantino, che con tre fuoricampo è in testa alla classifica del mondiale, non riesce ad interpretare bene i lanci di Montero ed è ancora eliminato ma l’opener dei Detroit Tigers diventa meno preciso, consentendo agli Azzurri di caricare le basi. Dezenzo segna il primo punto sull’ennesima base concessa per ball prima che Montero venga sostituito da Sanchez. D’Orazio viene eliminato in prima base ma consente a Caglianone di segnare il secondo punto per l’Italia. Nola inizia a sentire la fatica, manda in prima base Contreras prima di riprendersi e chiudere la terza frazione senza concedere niente al Venezuela. La parte bassa del terzo inning vede l’attacco azzurro incapace di mettere più valide consecutive ed allungare: Nola elimina Arraez ma, dopo oltre 50 lanci, commette un errore che consente a Suarez di segnare un fuoricampo per il primo punto dei caraibici.
Settimo inning fatale, sorpasso Venezuela
L’Italia ha finora vinto grazie al proprio attacco, segnando sempre più di otto punti: in una partita serrata, la tenuta del parco lanciatori potrebbe essere un problema. Il Venezuela manda sul monte di lancio Avila e Fischer ne approfitta per mettere a segno una singola ma la difesa caraibica risponde con un double play che fa malissimo. All’inizio del quinto inning, Cervelli fa scendere in campo Lorenzen, invece di risparmiarlo per l’eventuale finale: i primi lanci del pitcher dei Rockies non sono il massimo ma, dopo aver concesso una base a Contreras, torna perfetto, consentendo all’Italia di rintuzzare gli attacchi del Venezuela. Nella parte bassa del quinto, l’attacco azzurro continua a faticare tantissimo e chiude senza nemmeno una valida. Quando torna sul monte, Lorenzen elimina clienti poco raccomandabili come Arraez, Suarez e Tovar. Se la difesa sta facendo benissimo, l’attacco finalmente si sveglia: la valida di Desenzo arriva prima dell’ingresso del mancino Zerpa sul monte di lancio che prima elimina Fischer al piatto, poi va in crisi. Dopo la base concessa a D’Orazio, ecco la valida di Dante Nori che consente all’Italia di caricare le basi: basterebbe una valida per allungare ma, purtroppo, tocca a Sam Antonacci, il battitore meno forte del lineup azzurro.
Lo strike-out nei confronti dell’azzurro fa esplodere di gioia il pubblico ma è una doccia gelata per l’Italia, che si pentirà di non aver sfruttato questa chance. I lanci di Lorenzen sono meno precisi ma l’azzurro tiene duro: dopo i quattro ball che mandano Torres in prima base, elimina al piatto sia Abreu che Contreras. Per chiudere avanti il settimo inning basterebbe un altro out ma è qui che la serata dell’Italia si complica tantissimo: la valida di Chourio consente al Venezuela di avere due corridori su prima e terza. Quando Acuna non è eliminato in prima per un lancio non perfetto di Antonacci, Gimenez segna il punto del pareggio. Lorenzen non ne ha più e concede un’altra valida a Garcia, che vale il 3-2 di Chourio con due corridori in prima e terza. L’eroe della vittoria con gli Stati Uniti è irriconoscibile: dopo un’altra valida il Venezuela è avanti 4-2, trasformando lo stadio di Miami in una bolgia infernale.
Cervelli fa entrare al suo posto Nicolas ma l’attacco azzurro continua ad essere assente ingiustificato: nonostante una prova eccellente della difesa, l’Italia non ci crede più e fa esplodere la festa venezuelana. Gli Azzurri salutano il mondiale con un quarto posto che, fino a pochi giorni fa, sarebbe stato considerato un risultato da fantascienza.