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Constantini e Mosaner, per il bis con la pentola che strega social e Google

Gli ori di Pechino 2022 avranno più avversari, il livello cresce di pari passo al movimento

Constantini e Mosaner, per il bis con la pentola che strega social e Google
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Guai a dir loro che dovranno rompere il ghiaccio. Meglio far scorrere un bel po' di indifferenza, perché a metterci il peso c'è già l'oro olimpico al collo cui ci si presenta davanti al proprio pubblico. Tocca a Stefania Constantini e ad Amos Mosaner aprire le competizioni azzurre dei Giochi di casa. Non un modo di dire, perché è a Cortina che Constantini ha scoperto il curling, fino ad arrivare all'oro nel misto con Mosaner a Pechino 2022. «Fa effetto pensare che faremo le Olimpiadi dove solitamente ci alleniamo», ha detto nei giorni scorsi. «Non ho mai visto una lista di pretendenti come quella di quest'anno», ha fotografato il dt Mariani, mettendo a fuoco l'altra difficoltà con cui si misureranno gli azzurri. Del resto, il livello cresce di pari passo al movimento, che ieri nelle prime gare del round robin ha messo di fronte Svezia-Corea del Sud, Gran Bretagna-Norvegia, Canada-Repubblica Ceca ed Estonia-Svizzera.

Oggi tre sessioni con l'Italia in gara con la Corea del Sud poco dopo le 10 e con il Canada alle 19, domani Italia-Svizzera e nel pomeriggio la sfida all'Estonia, debuttante (e la più piccola) tra le qualificate al torneo olimpico del misto con la coppia Kaldvee-Lill, argento mondiale 2024. Perché gli avversari si moltiplicano e il trend suggerisce che continueranno a farlo: il termometro è caldo sul ghiaccio di stone e spazzolate e a raccontarlo sono anche i profili social della federazione internazionale: 111mila follower su Instagram, 205mila per Facebook, i 64mila su X, 88mila su TikTok e persino i 3mila della piattaforma lavorativa Linkedin, anche se i numeri maggiori arrivano dal social cinese Weibo, con 451mila iscritti.

Ieri persino Google ha celebrato il curling con un doodle animato sulla home page del motore di ricerca, come non si sarebbe potuto immaginare nel 1998 a Nagano, quando il curling divenne sport olimpico tra ironiche accuse di sport da mocio vileda per le scope a pulire la linea o di rivisitazione invernale delle bocce da spiaggia. Però proprio semplicità, precisione ed enfatizzata attesa dei punti si sono rivelati fattori vincenti per la crescita di uno sport che oggi celebra «la meraviglia di questa location che aprì le Olimpiadi del 1956», ha spiegato il presidente della federazione internazionale, Welling. «L'arena è fantastica», ha concordato Mariani. «Le emozioni sono positive: vogliamo fare bene e vincere.

Siamo pronti, anche se ad alti livelli la differenza la fanno i dettagli». Gli stessi che l'hanno coinvolto in polemiche per la convocazione della figlia Rebecca: «Non è il momento di parlarne. Adesso dobbiamo solo giocare».

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