Con l’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, è pronta ad esplodere di nuovo la curling-mania. Uno sport che alla fine degli anni 90’ era considerato di nicchia ma che quando arrivano i Giochi invernali cattura sempre interesse e simpatie di tanti appassionati. Ma partiamo dall’inizio e scopriamo di più su una delle discipline olimpiche più seguite.
Che cos'è il curling
È un curioso sport di squadra su ghiaccio, un gioco di precisione e strategia: si lanciano pietre di granito verso un bersaglio (la casa) e si cerca di lasciare le proprie più vicine al centro. La scopa serve a controllare velocità e traiettoria, e spesso decide un colpo quanto la mano di chi lancia.
Proprio per questo spazzare il ghiaccio è fondamentale: infatti farlo davanti alla pietra ne aumenta la velocità e ne raddrizza la traiettoria. Il ghiaccio si scioglie e crea il cosiddetto acquaplaning. In questo modo, con il cosiddetto “Effetto Scopa”, saranno gli atleti a decidere il percorso della stone.Il regolamento
L’obbiettivo dei giocatori è ottenere più punti per vincere una partita ma come si ottengono? Mandando quante più stone (pietre) possibili, facendole scivolare lungo una superficie ghiacciata, vicino al centro di un'area formata da quattro cerchi concentrici. Una partita si divide in 10 fasi (end) e al termine di ognuna si calcola quale squadra ha la stone più vicina al centro e soprattutto quante sono (come le bocce per intenderci, ma con un "pallino" fisso e non in movimento). Il risultato finale è dato dalla somma delle pietre mandate a bersaglio nel corso delle 10 mani. In ogni end una squadra ha otto lanci a disposizione (due a testa per i quattro giocatori impiegati), cinque invece nel doppio misto (con otto end invece di 10).
Per mettere a segno un punto esistono due fasi: la scivolata, con il rilascio e la spinta della stone da parte di un giocatore, e la spazzata, ossia l'utilizzo di scope da parte di altri due membri della squadra per ridurre l'attrito tra la pietra e il ghiaccio e aumentare il curl, da cui il nome dello sport, ossia la rotazione della pietra che le consente di assumere una traiettoria curvilinea. Molto importante è anche la strategia per ogni lancio, dettata dallo skip, posto dietro l'area in cui spedire le stone. Lo skip generalmente partecipa per ultimo al lancio delle pietre. L'importanza della tattica nel curling è tale da definire la disciplina come una sorta di "scacchi del ghiaccio".
Il vocabolario del curling
Ecco una serie di termini da imparare per una visione consapevole delle gare:
Stone - La pietra di granito con impugnatura, pesante circa 20 chili, lanciata dai giocatori sul ghiaccio per ottenere punti. Questo disco di granito ha una circonferenza massima di 36 pollici e un’altezza minima di 4,5 pollici, munito di una maniglia per il lancio.
Rink - La striscia di ghiaccio lunga circa 45 metri e larga 5 in cui si disputa una partita.
Casa - L'area, formata da cerchi concentrici, che aiuta a stabilire quali e quante stone siano più vicine al centro. Sono due e sono poste alle due estremità del rink.
Button/tee - Il centro della casa, quello a cui mirano i giocatori con le proprie stone.
Sweeping - La fase, dopo il rilascio della stone, in cui vengono utilizzate le scope per rendere più liscio il ghiaccio e diminuire l'attrito della pietra sulla superficie.
Skip - Come spiegato sopra, è una sorta di capitano della squadra. Si posiziona dietro la casa per suggerire ai compagni di squadra cosa fare e la direzione dei lanci. Può aiutare a spazzare quando la stone sta entrando nella casa e partecipa ai lanci, effettuando di solito gli ultimi due.
End - Il periodo di gioco che compone una partita. Sono 10 per incontro nelle prove a squadra e 8 nel doppio misto. In ogni end ci sono 8 tiri per squadra (2 per giocatore), 5 nel doppio misto. Non conta vincere più singoli end, ma la somma delle pietre mandate a bersaglio complessivamente nei 10 end.
Martello - L'ultimo tiro dell'end, quello che può fare la differenza. Un vantaggio concesso a chi non ha mandato stone a bersaglio nell'end precedente. Se nessuna delle due squadre ottiene punti in un end, resta alla stessa squadra in quello successivo (cambia proprietario invece nel doppio misto).
Curl - La traiettoria della stone sul ghiaccio data dalla sua rotazione.
Conceding - La possibilità per una squadra di abbandonare prima della fine una gara ritenuta già compromessa.
Extraend - Un periodo supplementare giocato in caso di parità dopo i 10 o 8 end regolamentari.
Pointer - Tiro effettuato con l'obiettivo di posizionare una stone quanto più vicino al button.
Guardia - Tiro effettuato per proteggere una o più stone già posizionate nei pressi del button.
Takeout/bocciata - Tiro effettuato per rimuovere una o più stone.
Thinking time - Momento riservato alla strategia da usare. Si possono avere 38 o 30 minuti cronometrati a seconda del numero di end.
Una disciplina senza arbitri
Sembrerà strano, ma il curling è una disciplina in cui non è prevista la presenza di un arbitro. Questo sport, noto per la sua sportività, si basa sul Fair Play dei giocatori (il cosiddetto “Spirit of Curling”). Un buon curler non distrae e non umilia gli avversari: gli atleti giocano per vincere nel rispetto delle regole. È poi tradizione che i vincitori offrano da bere alla squadra sconfitta dopo la partita. Incredibile vero?