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Milano-Cortina, come funziona con i controlli antidoping

Diventa sempre più difficile barare alle Olimpiadi: controlli serrati e definiti “militari”, ecco cosa succede

@RCScience (X)
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Sistemi infallibili al 100% non ne esistono ma è davvero molto difficile, quasi impossibile, barare ai controlli antidoping alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Quando ci si trova di fronte alla massima competizione sportiva mondiale, ecco che i test diventano severi e praticamente continui.

Come funziona il sistema

“Sono previsti test a sorpresa non solo in gara ma anche fuori gara, anche a casa o in ritiro, obbligo di reperibilità per atleti di alto livello (sistema Adams/Wada), analisi di laboratorio molto avanzate, capaci di rilevare micro-dosi, passaporto biologico, che controlla nel tempo variazioni sospette (anche senza trovare direttamente la sostanza) e infine sanzioni pesanti: squalifiche lunghe, perdita di risultati, danni reputazionali enormi”, spiega all’AdnKronos il professor Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva all'Università degli Studi di Milano La Statale.

Non c’è alcuna nota in merito, per adesso, ma grande curiosità ha destato nelle ultime ore la storia dei saltatori con gli sci che si farebbero allungare il pene, con l’acido ialuronico, per avere tute più grandi e quindi più performanti.

“Tra i più severi controlli al mondo”

E poi, i sempre più avanzati strumenti tecnologici aiutano a trovare sostanze illecite anche dopo tantissimo tempo. Nell’ambito dei controlli che sono effettuati lungo più finestre temporali (prima, durante e dopo le gare), i campioni di analisi vengono conservati per tanti anni, anche 8 o 10, e successivamente rianalizzati con tecnologie non disponibili inizialmente. “Il rischio di essere beccati resta alto, soprattutto con controlli ripetuti e passaporto biologico", aggiunge Pregliasco. “Un atleta può anche 'passarla liscia' oggi, ma essere squalificato anni dopo e perdere medaglie retroattivamente”.

Quanto durano le squalifiche

Inutile dirlo, chi risulta positivo al doping può dire addio alle gare per un periodo compreso tra due e quattro anni in base alla gravità della sostanza che ha assunto. Non è tutto, perché gli verrà tolta la medaglia assegnata in un primo momento e anche l’eventuale record non sarà più valido.

“Alle Olimpiadi, come quelle di Milano - Cortina i controlli sono massimi, sia per quantità sia per qualità. Un controllo che si può definire di fatto ‘militare'". Si, davvero militare: l’atleta viene seguito negli spogliatoi, nel villaggio olimpico e in hotel. Ma perché? Il professor Pregliasco spiega che non può essere lasciato da solo “perché potrebbe tentare di alterare il campione”.

L’importanza di due provette

Per ridurre al minimo gli errori, anche a Milano-Cortina esistono due campioni, A e B: il primo viene analizzato immediatamente, il B per le eventuali controanalisi. E se un atleta ha dovuto assumere farmaci di recente? Se sono leciti niente paura, lo dovrà dichiarare in un form mettendo dentro tutto, dai cortisonici agli antidolorifici.

Per evitare qualsiasi altra problematica, il laboratorio che fa le analisi non conosce il nome degli atleti i quali vengono registrati con codici anonimi, un

po’ come avviene quando si fanno i concorsi pubblici.”Se un atleta bara alle Olimpiadi, lo fa sapendo che sta giocando con il fuoco. Possiamo essere abbastanza sicuri per i Giochi olimpici in Italia, ma sicuri al 100% no”.

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