Dicono che in Brasile mettano in prima pagina il prezzo delle cipolle: non so se sia vero, ma so che in Italia, ieri, i giornali mettevano in prima pagina un mero scambio di battute tra Fassino e Bertinotti. E non voglio fare qualunquismo spicciolo, lo so che i giornali italiani sono complicati, che si annettono tutto e perciò anche le notizie popolari che in qualche modo devono mixare. Mi chiedo lo stesso dove arriveremo. Io non capisco più nulla. La Stampa, ieri, pubblicava un’intervista a Ricucci di una pagina intera, la quarta: 153 righe dedicate ad Anna Falchi e solo 16 ai suoi guai giudiziari. Le notizie sugli incendi, sempre su Repubblica, intanto erano già finite a pagina 11. Un’altra pagina dedicata ai laghi sporchi, a pagina 17, era titolata così: «La spiaggia di Clooney è la più inquinata d’Italia».
Ieri, pure, come accade regolarmente da circa 30 anni su tutta la stampa italiana, Il Giorno annunciava che da settembre ci attende il solito autunno caldo; ma lo faceva così, in prima pagina: «Sarà l’autunno caldo degli spaghetti. Impennata dei prezzi, dal grano al latte. Pagheremo la pasta a peso d’oro». Forse nella stampa italiana sta cambiando qualcosa. Confesso un po’ di confusione.Un altro autunno caldo
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