Altro che inseguimenti Fuori uso 174 auto e la Polstrada va a piedi

Sirene spiegate e via all’inseguimento. Questo forse accade nei film perché nella realtà è più probabile che l’esausta Fiat Marea, cotta da 300mila chilometri di servizio, abbandoni gli impavidi agenti della Polstrada sul ciglio della carreggiata tra rantoli e fumate bianche. Detto così potrebbe essere l’epilogo di una barzelletta, ma da uno studio condotto dall’osservatorio della segreteria regionale del sindacato Uilps Lombardia, emerge che il parco vetture a disposizione degli agenti della Polstrada lombarda conta di 96 unità funzionanti su un totale spettante di 270. Così le restanti 174 sono ferme nelle officine o ridotte a «carrette» dopo anni di onorato servizio. Fatta eccezione per i reparti autostradali, le cui vetture sono acquistate con concessioni particolari con le società di gestione, la situazione per i 1100 agenti della Polstrada lombarda non è delle più rosee.
Il momento peggiore per le forze di polizia della Lombardia è stato toccato lo scorso anno quando, secondo il sindacato, si arrivò «sull’orlo del blocco generalizzato» a causa dei decessi delle vetture in carico. A sollevare le speranze dei poliziotti fu un’infornata di 26 Alfa 159 nuove di pacca e la previsione di consegna di altre 7, tuttavia la situazione resta grave, con una media di un veicolo per ogni 11 agenti. «Il rammendo ha tamponato la situazione per qualche tempo, consentendo che nel frattempo passassero a miglior vita un altro buon numero di vecchi veicoli - spiega il segretario regionale di Uilps Lombradia, Santo Barbagiovanni - Poco a poco però si sta tornando alla vecchia situazione attraverso le varie fasi di crisi già vissute. Prima lo scambio di auto tra uffici di polizia e poi il naturale venir meno dei veicoli più vecchi e usurati».
Milano, Brescia, Como, Lecco, provincia per provincia la situazione sembra essere la stessa: «Si pensi che a Milano, a fronte di un parco macchine previsto di 60 vetture, ne circolano regolarmente solo 15, mentre a Como ce ne sono 4 su 12 stimate - continua Barbagiovanni - A Brescia, la regina delle notti da sballo lombarde (basta considerare la quantità di locali concentrati sulla riviera del lago di Garda), la polizia stradale vanta un parco macchine che è il 31% di quello che in realtà dovrebbe circolare».
Il caso più recente di emergenza si registra però in provincia di Lecco, a Bellano, dove sono disponibili solo 5 auto su 16. Ad aggravare questa situazione è però la particolare condizione della statale 36 dove opera il comando, caratterizzata da un percorso tortuoso e intervallato da gallerie. Se a questo aggiungiamo che il sistema di monitoraggio dei tunnel in gestione al compartimento Anas di Milano è quasi interamente in avaria, è chiaro che la sicurezza degli automobilisti e degli agenti di polizia che vi pattugliano non è certo delle migliori. I 28 operatori di polizia stradale del comando di Bellano si trovano così a gestire una zona di alta criticità dove, da inizio anno, sono stati rilevati circa 200 incidenti ed effettuati sette arresti, il tutto con un numero di mezzi ridotto all’osso.
Se l’andazzo dovesse rimanere questo, non dovremo stupirci se tra un po’ di tempo invece che le fiammanti volanti della polizia, ai posti di blocco sulle strade lombarde, troveremo delle biciclette bianche e azzurre con tanto di sirena e lampeggiante.