Amore e morte hanno molto in Comune

«Il mondo è ancora nelle mani dei selvaggi» dice uno zoppo su una barricata, e non è chiaro a chi si riferisca, se ai ribelli, che hanno instaurato una repubblica, o all'esercito regolare, pronto a trucidarli, sebbene siano connazionali, o a chi su quell'esercito fa affidamento, per tornare nelle proprie case. Parigi, maggio del 1871. La capitale di Francia è, di nuovo, in rivolta: la Comune dei cittadini, che nelle intenzioni sarebbe il modello di una futura repubblica sociale del proletariato per tutto il Paese, resiste all'attacco dei prussiani ma, soprattutto, dei soldati francesi, acquartierati a Versailles, e perciò detti, spregiativamente, versagliesi. Le regole sono ormai saltate: da marzo la città si difende, il sogno di alcuni (o l'incubo, per altri) sta per finire, e il risveglio non sarà dei migliori.

L'ombra del fuoco incombe su Parigi, come si intitola il nuovo romanzo di Hervé Le Corre (edizioni e/o), e sotto questa ombra che si allarga sempre di più si muovono personaggi in cerca di un senso, una rivincita, una salvezza, una speranza, una vendetta, un'ossessione; sono a caccia di soldi, di sesso, di potere e di amore, come tutti gli esseri umani, solo che fra le barricate i loro sentimenti e le loro pulsioni sono esasperati, trascinati all'eccesso al pari delle escandescenze in cui è finita la politica. Le Corre, autore del bestseller Il perfezionista (Piemme), ci porta nel passato con il suo noir storico, quasi un feuilleton, fra le vie di Parigi in fiamme. Sotto l'ombra del fuoco si intrecciano le esistenze di Nicolas, Adrien e il Rosso, che combattono nella guardia nazionale e si considerano fratelli, «nella vita e nella morte», e della seconda ci sarà grande abbondanza; di Nicolas e Caroline, innamorati e felici anche nelle notti gelide e sotto le cannonate, che si ritrovano separati proprio durante gli ultimi giorni della Comune; di Caroline e di un maniaco perverso, l'animalesco Pujols, il cui sguardo fa sciogliere le gambe ai soldati armati fino ai denti, e che nulla può fermare, né la morale, né la guerra, né la sete di giustizia (degli altri); di Pujols e di Antoine Roques, ex rilegatore appena nominato «delegato alla sicurezza», che prende così sul serio il suo incarico da rinunciare a tutto, pur di tentare di salvare Caroline; e di tutti loro con quella del cocchiere Clovis, apparentemente più nell'ombra degli altri, nascosto dalla barba foltissima, che scarrozza chiunque per la città disseminando i pezzi della sua anima ferita.

Dal 18 al 28 maggio, Parigi scende verso l'abisso. Due fazioni lottano: i sognatori, coloro che sostengono la Comune e i suoi ideali fino alla fine, non importa quanto i fatti abbiano dimostrato che sono impossibili da realizzare; e i cinici, o forse soltanto i realisti, per i quali «tutto cambierà, tranne l'uomo: debole, volgare, sottomesso, astioso, pronto a cacciare in branco o a fuggire in gregge, meritevole soltanto di disprezzo e castigo, sangue e lacrime». Altro che libertà, uguaglianza e fratellanza. «Scappati i borghesi e rovesciato l'ordine, si credeva di aver cancellato un vecchio mondo che invece sta tornando con gran clamore di fuoco e acciaio, e sarà spietato». I governi, anche dopo guerre lunghe e dure, fra loro trovano un accordo, ma con gli insorti no: il popolo di Parigi sarà schiacciato, e a lungo la città della rivoluzione non dovrà rialzare la testa verso il passato. L'Angelus Novus è un angelo sterminatore, lungo il suo volo rimangono soltanto ceneri. Anche se resta, intatta, la speranza, virtù teologale, del popolo e dei borghesi, dei soldati e dei fedeli, di chi prega e di chi combatte, di chi ama e di chi insegue l'amore.

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