Amt, l’invasione di Tursi per fermare la giunta

Amt, l’invasione di Tursi per fermare la giunta

(...)stanno lavorando i circa tremila lavoratori dell’azienda di trasporto pubblico. Lo sciopero di ieri ha paralizzato la città con bus, ascensori e metropolitana chiusi dalle 9.30 alle 17 ed una manifestazione imponente con circa trecento persone che hanno sfilato in corteo con destinazione palazzo Tursi dove dagli slogan di piazza si è passati a qualcosa di più.
I manifestanti sono entrati dentro la sede del Comune fino alla sala dove si riunisce la giunta comunale al grido «Non uscite di qua». Il loro obiettivo era quello di ottenere un confronto immediato con il vero bersaglio delle critiche: il vicesindaco con delega alla mobilità Paolo Pissarello, responsabile (a detta degli scioperanti) dell’attuale situazione di Amt e criticato per i giudizi espressi alla stampa nei giorni scorsi. Momenti concitati, cori da stadio e insulti contro assessore e sindaco fino al grido «Dimissioni, dimissioni» scandito nella buvette di Tursi. Dopo un confronto tra i responsabili sindacali e i capigruppo la scelta di far accomodare in Sala rossa i manifestanti per un confronto tra vicesindaco, sindacati e capigruppo. Tutte le sigle unite, dalle confederali agli autonomi, nel puntare il dito contro la gestione dell’azienda: «Invece di migliorare le prestazioni - spiegano i responsabili delle sigle sindacali -, l’azienda annaspa con un deficit ancora più ampio rispetto a come si era presentata prima dell’ingresso di Transdev».
Non solo, gli attacchi da parte dei sindacati all’amministrazione sono rivolti anche sul piano industriale presentato da Amt («il Comune lo ha studiato a tavolino con l’azienda e fa finta di non saperne nulla») e la mancanza di una versa strategia per sviluppare il trasporto pubblico («Di tramvia in Valbisagno si parla dal 1978, basta con le balle»).
L’apice della mattinata in sala rossa lo si tocca quando, mentre Pissarello cerca di replicare alle accuse, dalla tribuna un autista urla «Nella nostra busta paga finiscono solo mille euro». Il vicesindaco si interrompe per rispondere: «Io ho qualche anno in più, ma guadagno quasi come voi».
Risposta che ha fatto scatenare la contestazione e all’urlo di «Barbone», sulla testa di Pissarello sono piovute anche banconote da 5 euro appallottolate: «Prendi anche queste così arrivi a fine mese», è stato il messaggio dei contestatori. Finisce con un nulla di fatto, o quasi. Con la promessa degli autisti di boicottare gli straordinari durante il Salone Nautico se la situazione non cambierà. «Gli stipendi non sono mai stati e non sono a rischio. Vogliamo costruire un’azienda forte che non viene ad elemosinare - ha detto il vicesindaco rispondendo ai sindacati -. Vogliamo ragionare su risorse 2010 e 2011 perché il Comune fa già più di quello che dovrebbe visto che sono il Governo nazionale e la Regione a dover intervenire con fondi sul trasporto pubblico». Intanto, se gli autisti confermeranno il «boicottaggio» nel periodo del Salone nautico, per garantire un maggior servizio nella zona della Foce è possibile che venga razionalizzato il trasporto ordinario nel resto della città.
In sala rossa sono intervenuti anche due esponenti dell’opposizione. Sia Alessio Piana (Lega Nord) che Raffaella Della Bianca (Pdl) hanno puntato il dito contro gli attuali dirigenti dell’azienda di trasporto pubblico considerati come veri responsabili della disfatta dell’azienda che ha fallito il risanamento anche dopo lo spezzatino con Ami e la partecipazione di Transdev.
Intanto, sulla vicenda Amt sono intervenuti i deputati Pdl Michele Scandroglio e Roberto Cassinelli (Pdl) chiedendo più rispetto per gli utenti.