«Anche se famosi in Italia fanno la fila come tutti gli altri»

Sottosegretario Carlo Giovanardi, la coppia Pitt–Jolie vuole adottare anche un bambino haitiano. Ce la farà in tempi brevi?
«No, se vuole adottarlo legalmente. Il governo haitiano non ha ancora stilato l’elenco dei bambini adottabili e anche noi stiamo aspettando come il resto del mondo. Ma tutti gli Stati, Usa compresi, che aderiscono alla convenzione dell’Aia, devono rispettare le regole».
Le coppie vip possono usare scorciatoie?
«Sto parlando di legalità: se i vip vogliono adottare in modo regolare devono seguire dei protocolli. Purtroppo ci sono Paesi in cui i bambini sono vittime di traffici illeciti».
Ma questa tendenza all’adozione è un moda o un atto di amore?
«Io penso che sia meglio adottare un bambino in difficoltà piuttosto che ricorrere a meccanismi di fecondazione eterologa: geni selezionati, uteri in affitto, ovuli da fecondare».
Si riferisce alle coppie gay?
«Non solo. Ci sono molte coppie normali si vantano di questo tipo di esperienza. Invece, se un uomo e una donna non possono avere figli o hanno disponibilità economica, la strada dell’adozione è quella maestra».
Per i vip non è più semplice però l’adozione?
«Non in Italia. Le star nostrane fanno la fila come tutti gli altri. In alcuni paesi, invece, i bambini possono essere adottati direttamente negli orfanatrofi».
Così tutto è più semplice.
«Ci sono anche degli aspetti negativi. Per esempio, la Russia ha bloccato i rapporti con gli Usa, dopo un caso di adozione considerato offensivo da parte di una famiglia americana».
Cos’era successo?
«Il bambino non soddisfaceva le esigenze della coppia ed è stato rispedito indietro. Come un pacco postale».
In Italia non è mai successo un caso simile?
«No. Di noi si fidano».

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