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Le uscite chiuse, la fuga di Jessica, 270 euro per lo champagne ai minori. I feriti italiani inchiodano i Moretti

Il racconto dei feriti italiani agli inquirenti romani che indagano sulla strage di Capodanno: “Tutte le uscite di sicurezza del locale erano chiuse. Jessica Moretti è scappata”

Le uscite chiuse, la fuga di Jessica, 270 euro per lo champagne ai minori. I feriti italiani inchiodano i Moretti
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"Tutte le uscite di sicurezza del locale erano chiuse, nessuno ha dato indicazioni in quelle fasi. Anche gli estintori non sono stati azionati e l’incendio è divampato in pochi minuti, non c’era materiale ignifugo. Jessica Moretti? È scappata”. È quanto avrebbero raccontato i feriti italiani agli inquirenti romani che indagano sulla strage di Capodanno a Crans-Montana. I superstiti dell’incendio divampato a Le Constellation hanno riferito che, sebbene nel locale fosse stata raggiunta la capienza massima, si poteva comunque entrare pagando le consumazioni. Il costo di una bottiglia di Champagne arrivava fino a 270 euro e “non c’erano divieti per i minori” che “potevano frequentare il bar e bere alcolici”.

Le testimonianze dei feriti

Le testimonianze raccolte dagli investigatori, su delega della Procura di Roma, sono finite in un’informativa che, secondo quanto apprende l’Ansa da fonti investigative, sarebbero “sovrapponibili” nella ricostruzione dell’incendio in cui hanno perso la vita 41 giovani e 116 persone sono rimaste ferite. Ieri gli inquirenti italiani hanno incontrato a Berna (Svizzera) i pm del Canton Vallese per un vertice tecnico. Al momento è stata esclusa l’eventualità di una squadra investigativa comune. Nel fascicolo aperto a Piazzale Clodio si procede per disastro colposo, incendio e lesioni gravissime, aggravate dalla violazione dell’informativa antinfortunistica.

“Le porte dovevano rimanere chiuse”

Intanto, mercoledì mattina, uno dei due addetti alla sicurezza del Constellation, Predrag Jankovic, ha spiegato alla polizia cantonale che quella drammatica sera avrebbe ascoltato una conversazione tra Jessica Moretti, Jean Marc, il “figlioccio” di Jacques Moretti, e la cameriera Cyane Panine, ovvero “la ragazza con il casco” che si vede nei video dei festeggiamenti, prima dell’incendio. Secondo la versione fornita da Jankovic, Jessica avrebbe detto agli altri due di lasciare aperta solo la porta d’ingresso del locale e tenere chiuse tutte le altre “per evitare che i ragazzi entrassero senza pagare”.

La versione di Jessica Moretti

Le testimonianze raccolte finora dagli investigatori, sia italiani che elvetici, sembrerebbero smentire la versione fornita dei titolari del Constellation. In particolar modo quella di Jessica Moretti che, nell’interrogatorio dello scorso gennaio davanti ai pm della procura di Sion, aveva negato di essere mai scappata dal locale con l’incasso della serata ma, al contrario, si sarebbe premurata di allertare i vigili del fuoco e invitare i ragazzi ad uscire. Quanto alla gestione dell’evacuazione, la donna ha spiegato agli inquirenti che non erano mai state fatte perché, a suo dire, “nessuno aveva mai detto che dovevamo farle”. Inoltre ha dichiarato di non aver mai ricevuto comunicazioni ufficiali su specifiche misure da adottare, scaricando le responsabilità di eventuali controlli sulle autorità locali.

Le dichiarazioni di Jacques Moretti

Riguardo alle uscite di sicurezza, Jacques Moretti ha raccontato agli inquirenti che solo una porta era chiusa quella notte, ovvero quella di servizio. Mentre l’uscita di sicurezza, dotata di una maniglia antipanico, non era bloccata.

I sopravvissuti, invece, hanno riferito agli investigatori che le uscite erano chiuse la notte del rogo. Inoltre nessuno avrebbe fornito indicazioni su come evacuare il locale mentre le fiamme si propagavano al piano inferiore della struttura.

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