È durissima da ammettere, ma forse Romano Prodi ha fatto una cosa giusta. Sarà che ha fatto una cosa che potrebbe sembrare una follia: ha rifiutato un appuntamento ad Angelina Jolie, donna che molti considerano la più bella del mondo. L’ha rivelato lei: l’attrice, da tempo votata a campagne umanitarie, gli aveva chiesto un incontro durante una sua due giorni all’Onu. Lui ha fatto sapere che non aveva tempo: perfetto. Le attrici e i cantanti che d’un tratto si buttano anima e corpo nelle cause umanitarie (da Jane Fonda a Jovanotti, dai coniugi Pitt sino a Bono degli U2) hanno spesso la mentalità idealistica di quando avevano 14 anni, giunti all’acme del successo cercano di restituire una densità a delle carriere legittimamente votate all’effimero, ma il loro semplicismo sconta il prezzo di tutte le mode: crea conformismo, i riflettori che in questo modo vengono puntati su un problema sono direttamente proporzionali al buio che resterà subito dopo. Il saldo è zero.
Al flusso segue un riflusso di pari leggerezza: con l’aggravante che l’occupazione divistica del proscenio, frattanto, ha magari tolto la parola a scienziati, studiosi, politici, volontari, gente che un problema spesso lo conosce davvero, e non di rado vi ha dedicato la vita.Angelina Jolie chiede di te
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