Anni di piombo La morte di Annarumma poliziotto eroe

Antonio Ruzzo

C'è una caserma a Milano, in via Cagni, che per chi non vuole dimenticare è il ricordo più vivo. Là c'è il Terzo Reparto Mobile della Polizia di Stato, una volta Terzo Celere, e basta varcare la porta carraia per capire che quella è la caserma intitolata ad Antonio Annarumma, agente ucciso in servizio, poliziotto mai dimenticato. Quarantasette anni fa. Succede tutto durante gli scontri di piazza del 19 novembre del 1969. Quella è la data che per molti segna l'inizio degli «Anni di Piombo» a Milano ma anche in Italia. Periodo buio, lungo, angosciante con una lunga lista di lutti. Quel giorno a Milano Cgil-Cisl-Uil indicono uno sciopero generale contro il caro affitti con una assemblea al Teatro Quirico. A pochi metri, in via Larga, sfilano in corteo i marxisti-leninisti e l'Università Statale è presidiata dagli studenti. Fra i poliziotti chiamati a gestire l'ordine pubblico c'è l'agente della Celere Antonio Annarumma. Ha ventidue anni, di fronte si ritrova alcuni suoi coetanei, solo che è dall'altra parte della barricata. L'aria è pesante e basta una scintilla a far scoppiare gli scontri fra manifestanti e poliziotti. Parte una carica e Annarumma, a bordo di una camionetta, viene colpito alla testa da un tubo di acciaio che gli penetra nel cranio uccidendolo all'istante. Fine. I responsabili di quella morte non vengono mai più rintracciati. La città è sconvolta. Per i disordini vengono condannate cinque persone con l'accusa di resistenza e oltraggio a pubblici ufficiali. Altri sei manifestanti invece sono assolti. Ed è solo l'inizio. Con la morte di Annarumma si apre per il nostro Paese un lungo periodo di morti e violenze. E meno di un mese dopo esplode un ordigno che devasta la Banca dell'Agricoltura in piazza Fontana. È una strage: sul terreno 17 vittime e quasi un centinaio di feriti. In tanti piansero i loro morti, così come fece il padre del ventiduenne Annarumma, guardando la salma di suo figlio.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.