Applausi «Lourdes», piace e si candida a un premio

Nei grossi festival ci sono sempre molti film sulla malattia. A riunirli in un'unica rassegna, si potrebbe intitolarla «Memento mori». O «In pulverem reverteris». O «Siamo nati per soffrire». Molti finiscono subito dimenticati, ma «Lo scafandro e la farfalla» di Julian Schnabel è uscito con un certo successo anche in Italia, dopo il premio di Cannes. Lo avrà anche (in Italia lo distribuirà dall'8 dicembre il Luce) «Lourdes» dell'austriaca Jessica Hausner, interpretato dalla francese, Sylvie Testud. Alla Mostra il film ha ottenuto il primo applauso del concorso, sebbene il ritardo di un'ora nella proiezione avesse falcidiato i critici in sala. Infatti ha una dote rara: fa pensare senza annoiare. Una ragazza malata va in pellegrinaggio, accompagnata dalla madre; nella grotta della Madonna, comincia a migliorare e rapidamente guarisce. O pare guarita? A rendere il film un candidato ai premi più autorevole degli altri visti finora è la finezza della scrittura e della regia, oltre l'intepretazione anche di chi ha più gesti che battute.
La Hausner evita i toni corrosivi della miscredente come quelli enfatici del devoto. Adotta un'angolazione da documentario per presentare il contrasto tra la fede (o almeno l'estrema speranza) dei malati e il mercato intorno al santuario; non risparmia dettagli delle malattie, ma vi affianca la voglia di vivere di un'infermiera che è ancora solo una ragazzina. Mostra insomma personaggi verosimili, divisi dall'avere già o dal non aver ancora paura.