«Perché dovrei chiedere scusa? È una battuta che si sente ogni giorno da milioni di italiani in tutti i bar del Paese». Lino Paganelli, responsabile nazionale della Festa democratica non fa marcia indietro. Anzi, raddoppia la razione e sulla frase anti premier («Berlusconi? Non è stato invitato perché questa è una festa non un festino») anziché gettare acqua sul fuoco butta benzina. «Non mi importa se quella frase lho detta alla presentazione della festa e non al bar - racconta Paganelli -. Lho pronunciata perché mi sembrava giusto farlo. Se il Pdl non partecipa è perché vuole sottrarsi al confronto». Nella giornata di apertura della festa al Porto Antico i toni sulla polemica di fine estate non vengono stemperati nonostante il sindaco di Genova Marta Vincenzi si sia detta dispiaciuta per la mancanza dei rappresentanti di governo: «È un peccato che i ministri non vengano - spiega Vincenzi -: il confronto è sempre utile e importante, ma questa reazione ha un qualcosa di strumentale». Strumentale anche secondo Maurizio Migliavacca, che del Pd è responsabile nazionale per lorganizzazione: «Non inseguiremo la maggioranza in polemiche inutili - racconta -. Siamo stati spesso ingiuriati dai nostri avversari politici ma mai abbiamo reagito in questo modo. Continueremo a partecipare anche alle feste degli avversari perché questo è fare buona politica».
Così si è aperta la festa nazionale del Pd «made in Genova». Porto Antico e piazza Caricamento occupati da decine di bancarelle tra stand di carattere politico, gastronomici e mercatini. Il via in un afoso pomeriggio in piazza Banchi con la filarmonica sestrese che guida un corteo verso il bigo. A seguirla ci sono i vertici locali del partito e qualche giornalista. Scarseggiano i simpatizzanti del partito: qualche volontario mette la testa fuori dai banchi quando la banda intona linno di Mameli davanti a palazzo San Giorgio. Lì si mischia anche qualche turista, mentre un paio di militanti alla fine decidono di chiudere con dedica: «Questa è per Bossi». Sulla polemica nata dalle dichiarazioni del leader leghista interviene anche il sindaco che ricorda come «Genova sia la città natale di Goffredo Mameli. La nostra è una città che sa essere protagonista nella vita della Nazione quando è stato il momento di rischiare, di cambiare: da qui il Pd può davvero iniziare la sua storia».
A fare gli onori di casa è Victor Rasetto, segretario provinciale del partito: «Ci lamentiamo del nostro partito, ma chiediamoci se cè un movimento politico che può creare un evento del genere - dice Rasetto -. Questo è uno spazio che rappresenta anche la buona amministrazione del centrosinistra a Genova». Alla festa del Pd non finiscono mai di fare battute.
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