Argentina ancora ko Maradona a rischio

Seleccion sconfitta 1-0 ad Asuncion: il Paraguay si qualifica ai Mondiali 2010. Per gli uomini del Pibe invece il Sudafrica è sempre più lontano, ma lui non molla: "Vado avanti con loro"

Argentina ancora ko 
Maradona a rischio

Asuncion - Diego rischia di affondare. Ma non molla. "Non mi arrendo, non ho paura delle critiche, vado avanti". Diego Armando Maradona non getta la spugna, anche se la sua Argentina rischia di affondare nelle qualificazioni ai Mondiali 2010. La sconfitta per 1-0 a Asuncion, contro il Paraguay, è il secondo passo falso consecutivo dopo il ko casalingo incassato sabato a Rosario contro il Brasile (3-1). La Seleccion resta inchiodata a 22 punti e scivola al quinto posto nella classifica del girone sudamericano: ai Mondiali vanno direttamente le prime quattro e l’Argentina rischia di dover passare attraverso gli spareggi. "Non ho paura delle critiche - dice Maradona nella conferenza che chiude la serata negativa -. Non ho paura di nessuno, ho la mia squadra e continuo a lavorare. Possono scrivere una montagna di cose, possono anche allestire uno show televisivo" dice riferendosi alla posizione assunta da alcuni media, che considerano il Pibe inadeguato per il ruolo di ct.

Paraguay in trionfo L’unica rete dell’incontro è stata segnata al termine di un’azione corale al 27’ da Nelson Valdez, il migliore dei suoi, insieme a Salvador Cabanas. Al 52’ è poi arrivata l’espulsione di Juan Sebastian Veron, uno dei pretoriani di Maradona, che era già stato ammonito. Il Paraguay è stato superiore in tutti i reparti, molto più ordinato ed efficace, a fronte di una squadra, quella di Diego, tanto disorganizzata da apparire caotica. Inefficace sul piano del gioco d’insieme, l’Argentina dipendeva dalle sue individualità: le quali, però, non si sono fatte vedere, a cominciare da Messi (inesistente). Serata nera anche per il Kun Aguero, il genero del ct, sostituito al 58’ da Martin Palermo. Nel girone sudamericano l’Argentina è alle spalle di Brasile, Cile, Paraguay ed Ecuador. Attualmente avrebbe diritto solo allo spareggio con il quarto classificato del girone Concacaf. Ora la squadra dovrà vedersela con il Perù in casa (il 10 o l’11 ottobre) e tre giorni dopo, a Montevideo, con l’Uruguay.

Maradona in disgrazia Le sconfitte hanno contribuito a minare anche il rapporto tra il commissario tecnico e alcuni giocatori: la tensione nello spogliatoio non è un segreto. "Ce ne occuperemo tra quattro mura" dice Maradona evidenziando l’intenzione di affrontare il tema solo con la squadra. Dopo la sconfitta con il Brasile, il ct si è assunto ogni responsabilità per la figuraccia. Ora la situazione è diversa: "È colpa di tutti". C’è spazio anche per l’analisi della partita persa a Asuncion. "Il Paraguay ci è stato superiore nel primo tempo, nella ripresa si è difeso molto bene". L’Argentina non è riuscita a innescare il suo fuoriclasse, Leo Messi: "Era marcato in maniera molto stretta, ogni volta che provava a girarsi aveva 2 o 3 giocatori addosso". La prospettiva di dover passare per un eventuale spareggio non è una tragedia. "In passato l’Argentina ha dovuto giocare il playoff con l’Australia e non è morto nessuno. Per quale motivo qualcuno dovrebbe morire ora? Si tratta di una partita di calcio e avremo una chance" conclude.

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