Arte

"Era un vampiro...". Parte la campagna per "cancellare" pure Picasso

Il maestro spagnolo ha tracciato un solco nell'arte novecentesca ma per qualche solone andrebbe "cancellato" in quanto "vampiro, sociopatico, narcisista"

"Mostruoso misogino e vampiro". Parte la campagna per "cancellare" pure Picasso

Misogino, sociopatico, narcisista, persino vampiro. Per molti Pablo Picasso è uno dei punti di riferimento della storia dell'arte, ma per qualche solone andrebbe cancellato. A cinquant'anni dalla sua scomparsa, il pittore di Malaga è finito nel mirino degli integralisti del politicamente corretto, nel tritacarne della cancel culture. "Dovremmo cancellare Picasso", il j'accuse del Guardian a proposito dei presunti comportamenti sessisti del maestro spagnolo.

Anche Picasso vittima dell'immarcescibile politically correct

Atteggiamenti tirannici, donnaioli e misogini all'ordine del giorno secondo il Telegraph, elementi tipici della mascolinità tossica che inducono specialmente i più giovani ad evitare l'arte di Picasso. Negli ultimi tempi si sono registrate diverse azioni plateali da parte dei paladini della cancel culture: due anni fa un gruppo di studenti ha organizzato una protesta all'interno del Museu Picasso indossando magliette con lo slogan "Picasso, women abuser". L'inizio di una lunga serie di affondi nei confronti dell'autore della Guernica. Secondo l'esperta Elizabeth Cowling dell'Università di Edimburgo sempre più docenti dei dipartimenti di arte si rifiutano di analizzare Picasso, mentre la critica Eliza Goodpasture ha parlato senza mezzi termini di "famigerata crudeltà e misoginia", nonchè di "disprezzo sfrenato per le donne".

14 mila dipinti e disegni, 100 mila stampe e 300 sculture da buttare nel dimenticatoio per le proteste dei soliti forcaioli. Restano in pochi a comprendere l'importanza di separare l'arte dall'artista, mentre l'esercito ipersensibile è sempre più folto. Il critico inglese Adrian Searle sul Guardian definisce lo spagnolo unvampiro, sociopatico, narcisista che si è lasciato dietro tradimenti e suicidi”. Questa, invece, la filippica di Miguel Gomez: “L’origine dei suoi rapporti travagliati con le donne affonda le sue radici ben più in profondità rispetto alle prime infatuazioni amorose. Basti pensare al cognome stesso dell’autore, acquisito dalla madre, Maria, donna con cui aveva un legame affettivo al limite dell’ossessione e per cui nutriva una stima immensa. Solo con lei ebbe sempre un comportamento ineccepibile e non si può dire lo stesso delle donne che coinvolse nelle sue relazioni sentimentali”.

Picasso paga l'aver ostentato la sua vita sentimentale: due matrimoni, quattro figli da tre donne diverse, decine di amanti spesso più giovani di lui. Storie controverse, la ricerca della felicità e la tentazione dell'infedeltà. L'uomo resta l'uomo, l'artista resta l'artista: processarlo come mostro sessista è semplicemente surreale.

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