Da quasi cinquant'anni ormai la «piscina di Settimo», come rispondono ancora oggi al telefono quelli della DDS, il centro sportivo fondato nel 1977 da Remo Sacchi, non è più solo la piscina di Settimo. E' infatti la base operativa del DDs triathlon team, il centro di allenamento per la formazione triatleti elite fondata da Simone Diamantini e Fabio Vedana. Un'officina dello sport dove mattone dopo mattone, allenamento dopo allenamento, gara dopo gara si costruiscono sogni che non rimangono sospesi nell'aria. Sogni che sono diventati «scatti» che fermano gli attimi e la quotidianità di passione e di fatica di atleti che nuotano, corrono e pedalano cioè che fanno triathlon. Che sono diventate una mostra («La Fabbrica dei sogni») firmata da Marta Baffi, fotografa di scena diplomata all'Accademia Teatro della Scala di Milano, appassionata di sport ma «assolutamente» non praticante: «sono la persona più lontana dal triathlon che possa esistere...». E allora del triatlhon ha fatto la sua passione fotografica. «Abbiamo conosciuto Marta cinque anni fa racconta coach Vedana Si è presentata a me e a Luca Sacchi dicendoci che voleva fotografare il triathlon. Lei che fino a quel momento aveva scattato solo nei teatri. Era un mondo che la affascinava. Ha saputo catturare l'anima del nostro sport fin dalle prime immagini. E queste esposte ne sono la prova: non sono solo belle da guardare, sono la testimonianza di un percorso, di una scelta, di un modo di costruire la propria strada senza mai farlo da soli...».
Non solo nuoto, bici corsa, la fotografia va spesso oltre le immagini, sa raccontare gli stati d'animo, la fatica, la passione, la gioia di una vittoria, lo scoramento dopo una sconfitta, la difficoltà di ripartire spesso da capo. «Marta racconta tutte e tre le anime della nostra squadra, dagli atleti elite agli age group ai giovani- spiega il presidente Luca Sacchi, olimpionico nel nuoto ai Giochi di Barcellona nel 1992- Tre realtà diverse, con esigenze diverse, che non sono semplici da gestire dal punto di vista organizzativo. Ma è da sempre il nostro Dna può sembrare complicato, ma è la nostra ricchezza perchè ogni atleta, appassionato, ragazzo cresce grazie agli altri». Strade e percorsi diversi per chi porta da questi parti i figli per farli crescere con lo sport o per chi nel triathlon trova un via di fuga dal lavoro, dalla ruotine di tutti giorni. E per chi ovviamente insegue titoli internazionali, podi e medaglie.
Come il Capitano del DDs Triathlon team Michele Sarzilla, già atleta azzurro, già pluricampione italiano ed ora, dopo il quarto posto nella sua prima gara Ironman a Cozumel in Messico in corsa per la finale mondiale di Kona alle Hawaii: «Molti pensano che il triathlon sia uno sport individuale ma non è esattamente così- racconta- Io vengo in DDS tutti i giorni perché quando hai un sogno e lo condividi con gli altri, diventa più facilmente realizzabile. Fatelo».