Quando ieri sera mamma Patrizia ha ricevuto la chiamata dell'ospedale, non credeva alle sue orecchie. «Venga subito, forse c'è un cuore per Domenico». L'avvocato di famiglia Francesco Petruzzi ha subito confermato.
Alle 22 è arrivata la notizia della compatibilità, poi sono iniziate le verifiche sull'effettiva assegnazione al bimbo di 2 anni ricoverato al Monaldi.
«Non appena riceveremo l'ok, si procederà con l'operazione, che potrebbe avvenire anche nella notte» spiega Petruzzi in tarda serata, poco prima della chiusura del giornale. In caso di intervento, opererà lo stesso chiururgo della prima operazione. «è l'unico che ha dato la disponibilità, l'intervento è molto delicato». L'avvocato ha contattato subito i Nas per fare in modo che, in caso di intervento, il cuore espiantato venga conservato in modo corretto per le analisi e verificare lo stato di detoriamento. «La cosa più importante è la salute del bambino, ma è mio dovere pensare anche alle indagini» spiega il legale. Tutta Italia spera in silenzio che ci sia la svolta tanto attesa. La seconda occasione di un cuore nuovo.Ieri la premier Giorgia Meloni ha telefonato a Patrizia: «Avrete giustizia» le ha assicurato, dimostrandole, da mamma a mamma, tutta la sua comprensione. E ha ribadito che da giorni si sta facendo il possibile per trovare un cuore compatibile. Le possibilità di trovare un cuore adatto (per la seconda volta) è molto rara: solitamente la media per i casi urgenti si attesta su un'attesa di 90 giorni. Che diventano 11 mesi nei casi meno urgenti. Intanto proseguono le indagini. Oggi all'ospedale di Napoli arriveranno anche gli ispettori del ministro della Salute che, dopo aver effettuato tutte le verifiche e analizzato il materiale, si recheranno all'ospedale di Bolzano, dove il cuore era stato espiantato per la donazione. Già ieri i tecnici del ministero di Orazio Schillaci hanno ricevuto la relazione predisposta dagli uffici regionali e voluta dal presidente della Campania Roberto Fico e reperiranno quanto più materiale possibile per ricostruire la catena di errori che ha percorso tutta Italia. Le indagini della Procura di Napoli si stanno concentrando sulla tipologia di contenitore adoperato per trasportare il cuore da Bolzano a Napoli: un box vecchio modello simile a quelli che vengono usati per tenere le bibite fresche. «Il contenitore è fuori dalle linee guida» è la prima idea che si sono fatti il pm Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci.
Da verificare anche i curriculum e la formazione delle persone che si sono occupate del contenitore del cuore: un box ritenuto ormai anacronistico, soprattutto in quanto privo di un sistema di controllo e monitoraggio delle tempeNei prossimi giorni saranno ascoltate altre persone informate dei fatti e poi anche gli indagati, finora sei, componenti le due équipe di Napoli: quella che ha eseguito l'espianto e quella che ha effettuato il trapianto.