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Canti arabi, preghiera e veli: il parco di Roma trasformato nella Mecca

Ieri, con una fitta organizzazione e con la presenza anche del partito islamico MuRo27 (Musulmani per Roma 2027), e in particolare del loro volto, Francesco Tieri, si sono riuniti presso il parco di villa Gordiani, in zona Prenestina

Canti arabi, preghiera e veli: il parco di Roma trasformato nella Mecca
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Un intero parco per la comunità islamica, per celebrare la Festa del Sacrificio. Ieri, con una fitta organizzazione e con la presenza anche del partito islamico MuRo27 (Musulmani per Roma 2027), e in particolare del loro volto, Francesco Tieri, si sono riuniti presso il parco di villa Gordiani, in zona Prenestina, che si estende per circa 8 ettari. La comunità (CIR) è una realtà di recente fondazione e che oggi rappresenta 22 associazioni islamiche attive sul territorio romano: il suo volto presidente, Ahmed Vall, in occasione del voto per il referendum sulla giustizia si era mobilitato per il fronte del "no": “Andate a votare per tutti i musulmani e per tutti i cittadini liberi. Se la magistratura non rimane indipendente, una delle prime vittime saremo noi musulmani. Quante volte hanno provato a chiudere le nostre moschee? Quante volte hanno provato a rimpatriare i nostri concittadini ingiustamente? Quante volte hanno provato a puntare il dito contro di noi senza una prova concreta?”, aveva detto in occasione della festa di fine Ramadan.

E ieri ha lanciato l'iniziativa che ha portato i canti arabi a risuonare per il parco, e gli uomini che pregavano nel centro del parco. Da chi è stata data l'autorizzazione? Sta di fatto che una zona di Roma, per quasi tutta la giornata, si è trasformata in una piccola Mecca.

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