“Stiamo facendo accertamenti. È un nome che non è raro, il nome proprio e il cognome, non sono rari nel mondo ebraico, ma al momento non sappiamo chi sia questa persona o se sia iscritto alla Comunità”. Così, a caldo, dalla Comunità ebraica di Roma reagiscono alla notizia del fermo di un giovanissimo che sarebbe responsabile degli spari del 25 aprile, al Parco Schuster, contro militanti dell’Anpi.
A Roma non esiste un’associazione o un’organizzazione strutturata che si richiami alla Brigata ebraica, la storica formazione sionista che partecipò alla Liberazione dell’Italia nel 1945: “Non esiste un’iscrizione né uno statuto come accade ovviamente per la nostra Comunità. Non sappiamo ancora se sia iscritto”.
La Brigata ebraica ha una piccola struttura a Milano, dove c’è un piccolo museo, in una sinagoga del centro, e un piccolo gruppo, quello che manifesta il 25 aprile e promuove iniziative culturali ed eventi, come convegni e presentazioni di libri. Ma a Roma, dove pure la Brigata in passato ha sfilato, non esiste questa organizzazione.
Certo Roma è stata una piazza particolarmente calda, non solo in occasione delle manifestazioni del 25 aprile degli anni passati, ma si sono verificati anche scontri e tensioni nei pressi di un liceo.