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"Facce da Ozempic": i segni di un abuso

Usare il farmaco anti-diabete a sproposito causa rischi gravi e conseguenze estetiche

"Facce da Ozempic": i segni di un abuso

Se ne vedono tante in giro, facce scavate, allungate e svuotate, guance incavate, zigomi più sporgenti, solchi naso labiali più profondi, lassità cutanea, pelle meno sostenuta e cadente verso il basso, in pratica visi più stanchi, sciupati e invecchiati. È la «faccia da OZEMPIC», una espressione coniata dai dermatologi, per descrivere gli effetti della conseguenza del rapido dimagrimento favorito dai farmaci della classe GLP1, una perdita di peso che provoca un aspetto estetico del volto caratteristico, il quale si sviluppa non per azione diretta della molecola, ma come conseguenza della perdita del supporto adiposo a carico dei cuscinetti adiposi superficiali e profondi della faccia, quelli che normalmente danno sostegno e morbidezza, e che quando scompaiono, fanno perdere rotondità ai contorni del viso, con pelle rilassata e meno tonica, soprattutto nella zona mandibolare e del collo che si riempie di pieghe, con ombre del viso che scendono verso i solchi naso labiali, che appaiono più marcati, con contorno palpebrale inferiore più scavato con comparsa di occhiaie evidenti per la ridistribuzione dei volumi, un cambiamento che provoca l'effetto di pelle rovinata e invecchiata, un aspetto stanco ed aria più affaticata, nonostante la buona salute generale.

È il lato oscuro del farmaco dimagrante più discusso, di cui non si parla spesso, che agisce direttamente sulla struttura della pelle e provoca la «Ozempic face», non una condizione medica o patologica, ma un cambiamento estetico caratterizzato dal viso svuotato e cadente che perde la naturale armonia, un fenomeno però che non interessa solo il volto ma riguarda tutto il corpo, dalle braccia, al seno, all'addome, alle cosce e ai glutei, dove compaiono pieghe e rughe cutanee, poiché il farmaco agisce direttamente e ovunque sul grasso situato tra derma e muscolatura, con conseguente perdita volumetrica e cedimento del tessuto cutaneo sovrastante. La Semaglutide, principio attivo di prodotti come Ozempic, Wegovy, Rybelsus, è un farmaco progettato principalmente per il trattamento del diabete tipo 2, mirato a regolare i livelli di glucosio nel sangue dei soggetti affetti da questa patologia, stimolando la produzione pancreatica di insulina e riducendo la produzione di Glucagone, esattamente il contrario di ciò che accade nel pazienti in sovrappeso ma senza diabete che sono di natura iperinsulinemici, ovvero hanno alti livelli di insulina nel sangue, ma che hanno normali di glicemia, e che rischiano, con l'assunzione di Semaglutide, di andare incontro a crisi di ipoglicemia, con conseguenze serie anche neurologiche.

L'Ozempic fa perdere peso a chi davvero mangiava in eccesso, perché il farmaco rallenta lo svuotamento dello stomaco inducendo sazietà, ma soprattutto agisce nel cervello riducendo il senso della fame e la voglia di cibo, come fosse un anoressizzante, per cui assumendo meno carboidrati si riduce la produzione di insulina che serve ad abbassarli, la quale però viene stimolata dallo stesso farmaco a livello del pancreas per bruciare i grassi. Nei soggetti obesi ma non diabetici però, nei quali è già alta la produzione di insulina, l'assunzione della Semaglutide, che stimola le cellule Beta del pancreas a produrre insulina, può portare alla fine a un esaurimento della capacità produttiva di questo ormone vitale, per cui l'iniziale perdita di peso spessissimo si accompagna ad una successiva comparsa di Diabete tipo 1, quello insulino dipendente, che necessiterà poi della terapia insulinica da iniettarsi più volte al giorno per tutta la vita.

Il Semaglutide è una molecola straordinaria sintetizzata per i pazienti in sovrappeso o obesi affetti da Diabete tipo 2, oppure in coloro definiti borderline, ovvero gli obesi con Emoglobina glicata alta, con dislipidemia a rischio cardiovascolare, che non riescono a seguire un regime dietetico adeguato o un'attività sportiva, ma per chi non è a rischio diabete e non sono diabetici, l'Ozempic non è indicato perché può comportare rischi seri per la salute a lungo termine, come comparsa di pancreatite, gastrite, reflusso gastroesofageo, vomito, formazione di calcoli biliari, diarrea o stipsi. Inoltre è risaputo che l'insulina è responsabile della produzione di fattori che favoriscono la crescita delle cellule, condizioni a loro volta che quando in eccesso, possono favorire lo sviluppo di tumori, per cui tutti gli studi clinici internazionali vanno nella direzione di ridurre la produzione di insulina. Dopo i quarant'anni la sintesi di collagene rallenta naturalmente, la matrice cutanea diventa meno elastica e inizia a mostrare i primi vuoti di supporto. E se si usa la semiglutide per dimagrire, qualunque trattamento di skincare può migliorare comfort e grana della pelle del viso, ma non restituire il volume perduto, per il quale bisogna ricorrere a filler dermici e induttori di collagene per ripristinare la compattezza cutanea, a bioristrutturanti a base di acido ialuronico e a biostimolanti, a tecniche di radiofrequenza ad ultrasuoni, a trattamenti laser per migliorare la qualità del tessuto cutaneo.

Indubbiamente nelle persone in sovrappeso il dimagrimento ha un impatto psicologico positivo, migliora l'aspetto fisico ma il rapporto tra salute, estetica e percezione di sé non deve indurre a scorciatoie che a lungo termine si possono rivelare pericolose, e prima di lasciarsi incantare dal farmaco miracoloso del momento e ritrovarsi con la faccia invecchiata

e i capelli diradati è sempre consigliabile farsi seguire da uno specialista per diminuire i danni della resa estetica durante il dimagrimento e non dover poi ricorrere a lunghi e costosi interventi di chirurgia plastica.

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