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Ormai la Fagnani è l’erede della Leosini

L’intervista a Roberto Savi diventa una pagina di storia della tv

Francesca Fagnani
Francesca Fagnani
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L’intervista di Francesca Fagnani a Roberto Savi, oltre a far riaprire il caso (il capo della banda della Uno Bianca verrà riascoltato dagli inquirenti), ha una notevole importanza anche dal punto di vista televisivo. Non solo ha creato un grandissimo dibattito tra gli spettatori, non solo ha avuto un notevole ascolto (più di un milione di persone), ma lo ha ottenuto con una pagina di giornalismo da manuale. Un’intervista condotta con fermezza, eleganza, lucidità, cercando di spillare a Savi più informazioni possibili senza andare troppo oltre evitando che l’ergastolano si chiudesse a riccio. Senza le urla, la confusione, i finti scandali o le affermazioni avventate da talk show, ma con la semplice e più antica procedura da giornalista di cronaca nera: uno studio certosino, quasi maniacale, del caso, un grande lavoro di archivio e tante domande concentrate nell’agenda rossa.

La Fagnani che ha alle spalle tanti anni di inchieste sulla malavita e un maestro come Giovanni Minoli, ha avuto la fortuna, anzi l’intuito, di beccare uno come Roberto Savi che non ha mai parlato per trent’anni e, tra decine di “no” e “non so”, farsi dire che dietro la Uno Bianca c’erano anche i servizi segreti e la strategia della tensione. Che poi questo possa portare a una svolta nelle indagini su quegli anni e quegli omicidi, si vedrà. Ma certo, con questa intervista, Francesca si è ormai consacrata come l’erede della regina del crime in tv, Franca Leosini. Con una differenza sostanziale: mentre la conduttrice di “Storie maledette” fondeva il giornalismo con quel linguaggio aulico che è diventato proverbiale facendola diventare un cult, Francesca è molto meno barocca, più diretta, essenziale, come quegli sgabelli scomodi unici elementi dello studio. E quello che cerca di tirar fuori dai suoi intervistati è anche il lato emotivo e i motivi per cui hanno commesso quei delitti, con domande secche più che con lunghi preamboli di spiegazione che lascia invece alla youtuber Elisa True Crime. Certo, i fan della Leosini storceranno il naso, ma il crime - che oggi impazza su tutti i canali tv e web - ha bisogno di una erede con un linguaggio più moderno e diretto.

Insomma, Francesca, anche con questa intervista, si dimostra sempre di più un punto necessario del palinsesto di Raidue. Anche grazie alla sua capacità di passare così agevolmente da un registro all’altro, dall’aria scanzonata, ironica, leggera, con quei sorrisini beffardi, di “Belve” dove ospita i personaggi famosi, a quello più composto, serio, formale anche nello stile degli abiti, di “Belve Crime”. Che si trovi davanti Belen o un killer, per lei conta la precisione con cui li studia e la conoscenza profonda della loro anima.

Ed è per questo che ha un così forte impatto sul pubblico. Ma, a dir la verità, si vede che a lei piace di più calarsi nella versione cronista di nera. Si sente più a suo agio, è il suo pane. Chissà che “Belve Crime” non diventi più importante di “Belve”…

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