Di Giuseppe Drommi si è sempre saputo poco, e forse anche per questo la sua figura continua a esercitare un certo fascino. Ingegnere, console di Panama, uomo riservato e lontano dall’esibizionismo, è entrato nella memoria collettiva soprattutto per il legame con l’appena scomparsa Patrizia De Blanck, una delle contesse più note e amate della televisione italiana, e per una biografia segnata da grandi amori e drammi profondi.
Molto di ciò che si conosce di lui è arrivato al pubblico attraverso i racconti della stessa Patrizia, che nel corso degli anni ne ha parlato in interviste e apparizioni televisive, restituendo il ritratto di un uomo elegante, colto e profondamente amato.
Un uomo della Roma bene
Giuseppe Drommi frequentava gli ambienti raffinati della Roma bene, un mondo fatto di relazioni internazionali, salotti esclusivi e viaggi. Gli amici lo chiamavano affettuosamente “Peppino”, segno di un carattere cordiale e mai altezzoso.
Nonostante venga spesso definito ricco e nobile, qualcuno ha persino parlato di un possibile titolo baronale, la sua figura resta in parte avvolta dal mistero. Nel libro “Ricordo quasi tutto”, Fulco Ruffo di Calabria racconta che Drommi fu suo testimone di nozze, precisando però che non era un barone. Anche su questo aspetto, come su molti altri, le informazioni restano frammentarie.
I matrimoni e l’incontro con Patrizia De Blanck
Prima di conoscere Patrizia De Blanck, aveva già vissuto un matrimonio importante. Era stato sposato con Anna Fallarino, donna destinata a entrare tragicamente nella storia italiana. Anche Patrizia, dal canto suo, aveva alle spalle un primo matrimonio con l’aristocratico inglese Anthony Leigh Milne, durato pochissimo e concluso in modo doloroso a causa di un tradimento. Quando Drommi e De Blanck si incontrano, entrambi portano con sé un passato complesso. Si sposano nel 1971, dando vita a un’unione che, pur lontana dai riflettori, sarà per la contessa una delle più importanti della sua vita.
Dal loro amore nasce Giada
Dieci anni dopo il matrimonio, il 18 febbraio 1981, dalla loro unione nasce Giada De Blanck, l’unica figlia della coppia. Patrizia ha raccontato più volte di non aver inizialmente desiderato la maternità, ma di aver cambiato idea in un momento molto delicato, segnato dalla malattia della figlia avuta dal suo secondo marito. Crescere Giada si rivelerà per lei un’esperienza straordinaria, tanto da diventare uno dei suoi pochi rimpianti, quello di non aver avuto un altro figlio, magari un maschio.
Un gesto d’amore indimenticabile
Negli ultimi anni della sua vita, Giuseppe Drommi combatte una grave malattia, un tumore che lo indebolisce progressivamente. Le sue condizioni diventano così critiche che Patrizia prende una decisione carica di significato emotivo, anticipare i festeggiamenti per il diciottesimo compleanno di Giada, celebrandolo quando la ragazza ha solo 16 anni, per permettere anche al padre di essere presente.
Un gesto che racconta meglio di qualsiasi parola l’intensità del legame familiare e l’amore che univa Giuseppe alla figlia. Quando poi muore nel 1999, lascia un vuoto profondo nella vita della moglie e di Giada. Patrizia De Blanck dirà in seguito che è stato uno dei due uomini che ha amato di più in tutta la sua esistenza.
Il dramma legato ad Anna Fallarino
Il nome di Giuseppe Drommi è legato anche a una delle pagine più cupe della cronaca italiana, il delitto Casati Stampa, noto anche come delitto di via Puccini. Dopo il matrimonio con Drommi, Anna Fallarino si innamora del marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, che spenderà un’enorme somma di denaro per ottenere l’annullamento del matrimonio alla Sacra Rota. I due si sposano e conducono una vita lussuosa, destinata però a finire tragicamente.
Il 30 agosto 1970, a Roma, Casati Stampa uccide Anna Fallarino e il giovane amante Massimo Minorenti, per poi togliersi la vita. Un episodio che segnerà per sempre l’immaginario collettivo e che, indirettamente, continuerà a gettare un’ombra sulla biografia di Drommi.
Un episodio mai chiarito e i racconti intorno a lui
Tra le storie raccontate negli anni, emerge anche un episodio dai contorni quasi incredibili, Patrizia De Blanck ha narrato di un volo su un aereo dell’Ethiopian Airlines in cui lei e Giuseppe si sarebbero trovati seduti davanti a due dirottatori kamikaze. Uno di loro si sarebbe sparato, finendo tra le braccia dei coniugi Drommi. Un racconto che contribuisce ad alimentare l’aura enigmatica attorno alla figura dell’uomo.
Un uomo rimasto in parte nell’ombra
Giuseppe Drommi resta comunque una figura sfuggente. Addirittura poco si sa poco di dove vivesse e di chi fosse davvero lontano dai racconti. E forse è proprio questa discrezione a renderlo ancora oggi un personaggio difficile da incasellare.
Quello che emerge con chiarezza, però, è che è stato un uomo profondamente amato, segnato da eventi drammatici, e legato per sempre alla storia di Patrizia e Giada De Blanck, una famiglia che ha attraversato il dolore, la notorietà e l’amore senza mai separarsene davvero.