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Il guasto in volo, i gendarmi e il paracadute aperto in extremis: così si è salvato “Mister Calzedonia”

Decisivo per la salvezza dell’imprenditore il paracadute d’emergenza e l’intervento dei gendarmi, che hanno assistito alla caduta e guidato i soccorsi. Ferite lievi per lui e il pilota

Il guasto in volo, i gendarmi e il paracadute aperto in extremis: così si è salvato “Mister Calzedonia”
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Un guasto improvviso, una picchiata incontrollabile e pochi secondi per decidere. È stata una catena di eventi rapidissima, e una serie di coincidenze fortuite e decisive, a permettere a Sandro Veronesi, fondatore di Oniverse, (la denominazione sociale del gruppo che comprende marchi come Calzedonia e Tezenis) di salvarsi da un incidente aereo che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.

Il momento cruciale

Sono le 16 di venerdì 24 aprile quando il monomotore su cui viaggiano Veronesi e un pilota di 56 anni sorvola i Pirenei francesi. All’improvviso qualcosa si rompe, il velivolo diventa ingovernabile e il muso punta verso il basso. In quella fase non c’è margine per tentativi o correzioni. La scelta è una sola, attivare il paracadute balistico, il sistema di emergenza progettato per situazioni estreme. Il dispositivo entra in funzione proprio mentre l’aereo è in picchiata. Il telo si gonfia sopra il velivolo e riesce a rallentare drasticamente la discesa, trasformando un impatto potenzialmente fatale in un atterraggio di fortuna, comunque violento ma non letale.

Il rischio evitato per pochi metri

L’aereo finisce la sua corsa in un campo nella zona di Labastide-Villefranche. L’impatto è forte, il velivolo finisce nel terreno fangoso, che però assorbe parte dell’urto. Il paracadute, ancora aperto, resta impigliato nei cavi di una linea ad alta tensione. Una situazione che avrebbe potuto provocare incendi o blackout, ma che fortunatamente non ha avuto conseguenze.

Il caso fortuito

A rendere rapido il soccorso è stata una circostanza quasi incredibile. In quel preciso momento, una pattuglia della gendarmeria di Bayonne si trovava in volo per un’esercitazione e ha assistito in diretta all’incidente. I militari hanno immediatamente dato l’allarme e guidato le squadre di terra dall’alto, indicando con precisione il punto dell’impatto. Un dettaglio fondamentale, perché la zona è difficile da raggiungere e ogni minuto guadagnato ha fatto la differenza. Quando i soccorritori sono arrivati, Veronesi e il pilota erano già riusciti a uscire dall’aereo e a stendersi sull’erba. Erano coscienti, ma sotto choc e con forti dolori, soprattutto alla schiena, a causa della violenza dell’impatto.

Indagini in corso sul guasto

Entrambi sono stati trasportati in ospedale per accertamenti, ma le loro condizioni si sono rivelate meno gravi del previsto, traumi lievi e nessuna conseguenza critica. Sono stati dimessi dopo poco tempo. Resta ora da chiarire cosa abbia causato l’avaria. La brigata dei trasporti aerei della gendarmeria, su mandato della Procura di Pau, ha avviato un’indagine tecnica per ricostruire l’accaduto e individuare l’origine del guasto. La notizia è emersa solo il giorno successivo all’incidente, confermando il profilo estremamente riservato di Veronesi. L’imprenditore, nato nel 1959, è noto per non amare l’esposizione mediatica.

L’impero globale

Dietro la figura dell’imprenditore si cela uno dei gruppi più solidi del panorama internazionale.

Oniverse, che comprende marchi come Calzedonia, Intimissimi, Tezenis e Falconeri, ha chiuso il 2025 con un fatturato di 3,7 miliardi di euro e oltre 5.500 punti vendita nel mondo. Negli ultimi anni il gruppo ha investito 350 milioni di euro, puntando sia sul rafforzamento dei brand sia sulla diversificazione, dalla ristorazione con Signorvino fino al settore nautico.

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