Leggi il settimanale

L'inflazione va in fiamme (+2,8%) la miccia accesa dal caro-energia

Frena la crescita del Pil, quella acquisita è allo 0,5%. Più valore aggiunto per i servizi e cade l’agricoltura

L'inflazione va in fiamme (+2,8%) la miccia accesa dal caro-energia
00:00 00:00

L'onda lunga della guerra si abbatte sull'Europa e sull'Italia spingendo al rialzo l'inflazione. Secondo le stime preliminari dell'Istat, nel mese di aprile 2026 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +1,2% su base mensile e del +2,8% su base annua (da +1,7% del mese precedente).

A pesare, il caro-energia causato dalla guerra in Iran. La dinamica dell'inflazione riflette principalmente la netta risalita dei prezzi degli energetici non regolamentati (da -2% a +9,9%), di quelli regolamentati (da -1,6% a +5,7%) e dell'accelerazione dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +4,7% a +6%); in rallentamento sono invece i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3% a +2,6%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a +0,5%).

Nel mese di aprile l'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra tuttavia un rallentamento (da +1,9% a +1,6%), come anche quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +2%).

Mentre la crescita su base annua dei prezzi del carrello della spesa è pari a +2,5% (da +2,2%).

Il Codacons calcola che questo rialzo si tradurrà in una stangata da +926 euro a famiglia tipo, che sale a +1.279 euro per un nucleo con due figli. L'Unione nazionale consumatori (Unc) parla di «rialzo shock» che costa 287 euro in più solo per il cibo e +304 euro considerando gli altri prodotti da supermercato.

Istat spiega che la variazione congiunturale «è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dei servizi e di una diminuzione in quello dell'agricoltura e dell'industria». Dal lato della domanda, che essendo stima preliminare non viene dettagliata, si segnala «un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto positivo della componente estera netta».

In questo quadro, al momento, le stime preliminari di Istat indicano un Pil in rallentamento. Nel primo trimestre il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,7% in termini tendenziali. La crescita acquisita per il 2026 è per un +0,5%. E il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, non ha mancato di evidenziarlo alla Camera, durante la discussione sul Dfp, avvertendo però di una possibile inversione di tendenza: «Noi non possiamo ignorare quello che è accaduto e quello che sta accadendo», ha spiegato, «se non succede niente nei prossimi tre trimestri, cioè se non si va in recessione, quello è un dato acquisito che in qualche modo fa riferimento a quel dato usato per il calcolo dei nostri conti e delle nostre previsioni». Una crescita che lascia pochi margini, anche alla luce del balzo dell'inflazione.

L'Italia non è però un'eccezione. Anche in Europa la componente energetica ha riacceso i prezzi: nella stima flash di Eurostat che vede un netto rialzo al 3% dal 2,6% di marzo, ad aprile la componente dell'energia registra un balzo del 10,9% su base annua, in forte accelerazione oltre il doppio rispetto al 5,1% di marzo.

Confcommercio si dice preoccupata: «Le spinte al rialzo degli energetici, che al momento impattano essenzialmente sui prezzi del trasporto e

dell'abitazione, rischiano, se protratte, di diffondersi lungo le diverse filiere, soprattutto quelle maggiormente esposte ai costi dell'energia e del trasporto, e comprimere la capacità di spesa delle famiglie e i consumi».

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica