L’Italia è nella fase clou della botta di aria gelida artica che interessa il Centro-Nord dal 26 marzo che ha provocato, e continua a farlo, nevicate anche sulle zone costiere come nel caso della Romagna nelle ultime ore per la presenza di un’area di bassa pressione colma di aria gelida tra il Centro Italia e l’Adriatico. Addirittura, per alcune aree si tratta del momento più freddo di tutta la stagione invernale che, però, è già finita alcuni giorni fa con l’ingresso della primavera il 20 marzo.
Cosa succede
Non è certo la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima che nel corso del trimestre invernale si possano registrare lunghe pause dal vero e proprio clima gelido e che nella fase iniziale, la primavera possa mostrare un volto simil-invernale con i famosi “colpi di coda”. “La primavera è capace di regalare affondi freddi anche decisi, ma non si tratta di un ritorno all'inverno. Questo perché un singolo episodio freddo, per quanto intenso o tardivo, non basta a cambiare il quadro stagionale generale, che resta ormai quello di una stagione primaverile avviata verso condizioni sempre più miti”, spiegano gli esperti di 3BMeteo.com.
Il ruolo del vortice polare
Questa discesa di aria di origine artica fin sul Mediterraneo, come avviene anche in tanti altri casi, ha origine perché quella trottola gelida presente sul Polo Nord, il vortice polare, spesso è “disturbato” e non omogeneo e compatto sulla Groenlandia e sulla calotta polare. Addirittura, per ritrovare un’anomalia termica negativa come quella attuale bisogna tornare alla fine del mese di gennaio.
“Marzo e l'inizio di aprile rappresentano una fase di transizione in cui l'atmosfera può ancora essere raggiunta da masse d'aria fredde, anche di origine artica, soprattutto quando la circolazione si dispone in modo favorevole”, aggiungono gli esperti. “In questo caso, il flusso si è ondulato, favorendo la discesa di masse d'aria fredda verso latitudini più basse e quindi anche verso il Mediterraneo. Queste ondulazioni si inseriscono anche in un contesto di vortice polare indebolito, che può ancora lasciare spazio a nuovi affondi freddi”.
La tendenza successiva
Non è assolutamente esclusa, infatti, la possibilità di altre incursioni fredde come quella attuale anche nei primi giorni di
aprile: i principali modelli matematici lasciano aperta questa possibilità con valori sotto le medie del periodo fino alle porte di Pasqua. Ci ritorneremo visto che, al momento, si tratta di proiezioni e linee di tendenza.